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Archivio per la categoria ‘L.O.V.E.’

Emma

2 febbraio 2010

Non so se questo tipo di terapia di gruppo in realtà possa servirmi a qualcosa, così come non sono sicura che la mia storia, priva di ”effetti speciali” o situazioni particolari, possa interessare a qualcuno. Però mi sono detta: perché no? In fondo scrivere non mi costa nulla.

La mia storia è cominciata 16 anni fa, avevo da poco cominciato a lavorare in banca, quando un pomeriggio ricevetti una telefonata di un ragazzo. Entrai subito in confidenza con questa persona, e presto cominciammo a frequentarci e di lì a poco, cominciò la nostra storia. Il fidanzamento, tradizionale, è stato molto bello. Lui era dolcissimo, sempre presente, potevo parlargli di tutto. Era sempre accondiscendente, cercava di esaudire ogni mio desiderio, insomma era da sposare. E così è stato dopo 3 anni. Purtroppo il matrimonio non ha funzionato da subito, lo stesso giorno del matrimonio avevo notato un diverso atteggiamento da parte sua (l’avevo però attribuito all’emozione). Pensate che addirittura all’uscita dalla chiesa, in macchina, nel tragitto verso la sala del festeggiamento, rimasi basita per come si innervosiva per il fatto che qualcuno gli aveva tirato del riso sull’abito. Il giorno successivo al matrimonio partimmo per il viaggio di nozze, in America. Mentre eravamo lì purtroppo il padre di mio marito morì schiacciato sotto il trattore (era un contadino) e così noi tornammo di corsa in Italia. Cominciò un periodo indescrivibile, stavamo molto male per quanto era accaduto. Così il periodo che doveva essere il più bello della nostra vita, si trasformò in un incubo. Lui mi trattava malissimo, stava tutto il giorno insieme con la madre, dovevamo per forza cenare da lei tutte le sere, non aveva piacere di tornare a casa, e quando tornavamo ogni scusa era buona per irritarsi nei miei confronti, e spesso inveiva contro di me. Poi le incomprensioni le superavamo a letto. Io ero molto confusa, piangevo ogni giorno, non capivo se il suo atteggiamento derivava dal suo carattere o se era dovuto alla tragedia successa. Capivo che aveva una serie di problemi da risolvere relativi alla conduzione dell’azienda agricola, perciò cercavo di avere pazienza. Abbiamo comunque tirato avanti il matrimonio con alti e bassi, in realtà moltissimi bassi e pochi, non troppo, alti. Dopo qualche anno avevo capito che quello era il suo carattere. Era insensibile, mi offendeva, non mi rispettava, era mammone ed in più era fissato, in maniera maniacale, per l’ordine e la pulizia. Della serie che tutto doveva essere incelofanato, la cornetta del telefono andava presa con il fazzoletto, l’anta dell’armadio andava chiusa con il gomito per non lasciare impronte, non si poteva invitare gente a casa perché sporcava, e non aggiungo altro. Io naturalmente non mi sono mai lasciata coinvolgere da queste sue (e dei suoi familiari) ossessioni. E ne scaturivano liti continue. Intanto il tempo passava, un paio di volte, estenuata, sono tornata dai miei, ma lui è tornato ogni volta a riprendermi promettendomi che le cose sarebbero cambiate. Non è successo. Tutte le domeniche e tutte le estati dovevamo passarle con la sua famiglia. Io lo accettavo ma il mio umore era pessimo. Nel frattempo il fratello di mio marito si era fidanzato con una ragazza, ora sua moglie, che impersona la classica geisha giapponese, completamente sottomessa a lui ed alla madre. Pur essendo fidanzati non uscivano mai per conto loro,stavano sempre con mia suocera, in famiglia, tutti i giorni e le sere. Per cui la stronza ero io, ero io la cattiva agli occhi di tutti. Perché pretendevo almeno in inverno di farmi una vacanza per conto nostro, perchè mi rifiutavo di cenare tutte le sere a casa di mia suocera. Anche se la mia cucina non poteva competere con la sua. Anzi a dire il vero io non me la cavo molto in cucina, ma non pensavo che questo fosse fondamentale per la riuscita di un matrimonio. Per me era importante stare con mio marito, legarci, formare una famiglia. Ma lui non la pensava così. Eppure io, da brava cristiana, resistevo, in attesa di tempi migliori. Però non volevo figli, perché mi rendevo conto che non avrei potuto dare loro una famiglia bella e sana, ed anche perché, da gran fifona quale sono, avevo paura del parto.

Dopo 8 anni di matrimonio, in un periodo in cui le cose sembravano andare meglio, resami conto che mi stavo facendo grande, pensai che forse il momento era buono per avere un figlio. Ne parlai con mio marito che lì per lì non mi rispose, ma, di fatto, di lì a poco rimasi incinta. E’ nata una bambina stupenda, solare, una donnina, una grande benedizione. Nei soliti alti e bassi le cose sembravano andare un po’ meglio. Almeno a me così sembrava. Lo scorso inverno abbiamo passato dei momenti di intimità bellissimi, e lui mi diceva “ti amo”. Stavamo addirittura pensando ad un secondo figlio. L’errore che forse ha commesso è stato quello di approfittare di quei momenti per rinfacciargli le cose, per tormentarlo con la pretesa che si trovasse un altro lavoro , visto che dalla morte del padre aveva preso ad occuparsi dell’azienda agricola ed aveva tralasciato il suo lavoro di geometra. Però la conduzione dell’azienda, i cui utili vengono condividi con la madre, la sorella ed il fratello, non gli consentono delle entrate tali da mantenere una famiglia. La fortuna era che c’era il mio lavoro. Perciò io volevo che durante l’inverno, periodo in cui lui ha molto tempo libero, piuttosto che rimanere a letto più a lungo la mattina, e il pomeriggio stare a casa della madre a vedere “uomini e donne” di Maria De Filippi, si trovasse un lavoro che comportasse un’ulteriore entrata. Tanto più che dovevamo comprarci casa, e lui purtroppo non si accontentava di un normale appartamento ma voleva qualcosa in più. O per lo meno il pomeriggio poteva tenersi nostra figlia piuttosto che costringermi a pagare una baby-sitter.

Ad un certo punto lui mi ha presa in parola, ma non si è trovato un lavoro, si è messo in politica. Spesso rincasava a notte fonda, e quando esagerava io mi arrabbiavo. Però era riuscito ad inserirsi nell’ambiente, ed avevamo cominciato a vederne i frutti. Frequentava in particolare due sorelle, l’una senatrice, l’altra molto attiva nella segreteria del partito, ma la cosa non mi insospettiva. Prima dell’estate lui era diventato molto scontroso, non c’era mai, con la scusa dell’incarico politico che aveva non tornava mai a pranzo. Io lo lasciavo fare, mi fidavo, e poi avevo una serie di problemi da risolvere relativi alla ricerca di una nuova baby-sitter per il pomeriggio, all’inserimento di mia figlia in una nuova scuola estiva. Poi c’erano i miei genitori che sono molto anziani ed indigenti, per cui io e mio fratello abbiamo dovuto metterci alla ricerca di una badante. E poi ero stata da poco trasferita sul lavoro e dovevo farmi conoscere ed apprezzare, e poi avevo dei problemi di stomaco per cui ho dovuto fare una serie di accertamenti con l’ansia che ne consegue. Bè, scusatemi se mio marito in quel periodo era l’ultimo dei miei pensieri!! (Poi non è che lui mi abbia dato una mano nell’affrontare tutte quelle situazioni). Mi rendevo conto che era distante, che stava sempre al telefono, ma non avevo il tempo e la forza di occuparmi anche di lui. Finchè è arrivato il mese di agosto. Andiamo al solito mare con la solita “sacra famiglia” ma lui, il giorno dopo, se ne va dicendomi che aveva ancora degli incarichi da portare a termine in città. Io rimango al mare con la bambina, tra l’altro anche senza macchina. Avevo molta tensione da scaricare, e poi volevo dedicarmi a mia figlia, che con il cambio di n.3 baby-sitter e la scuola estiva nel giro di poco tempo, aveva bisogno della mia presenza e delle mie cure.

La settimana successiva mio marito torna, ed è allora che ho finalmente aperto gli occhi . Spesso lui spariva, lo chiamavo al cellulare per rintracciarlo ma non era raggiungibile, o la linea era occupata. Così ho cominciato ad andare in ansia. Una sera ho sentito parte di una telefonata e così ha capito tutto. Ho fatto le mie indagini ed ho scoperto un’altra scheda telefonica, messaggi ed e-mail. Insomma aveva una storia con la sorella della senatrice. Mi è caduto il mondo addosso. Non so perché ma ero convinta che una cosa del genere a me non poteva capitare. E poi non me lo meritavo, visti tutti i sacrifici che ho fatto durante questi 13 anni di matrimonio. E poi c’è la bambina. Ma come ha potuto non pensare a lei?

Ovviamente gli ho fatto una scenata, e siccome c’era tutta la sacra famiglia al completo, tutti sono venuti a conoscenza dei fatti. Lui, per tutta risposta, ha negato l’evidenza e poi mi ha detto che vuole stare da solo, così se n’è andato di casa ed è tornato dalla madre che, pur conoscendo i fatti, se l’è ripreso in casa (cuore di mamma!).

Io mi sento ferita nell’orgoglio, mi sento violentata, sono stati presi 13 anni della mia vita, di sacrifici e sofferenze, di offese subite, e sono stati buttati dalla finestra. I miei parenti e gli amici, ed anche diversi conoscenti, mi consolano dicendomi che è una fortuna che finalmente se ne sia andato, perché non mi rendevo conto di quanto fosse stronzo, e di come condizionava la mia vita.

Però io ci sto molto male lo stesso, non riesco a farmene una ragione, perché pensavo che nonostante i nostri problemi, fra di noi ci fosse amore. Invece mi sbagliavo. Qualche giorno dopo essere andato via di casa mi ha detto che lui non crede nell’amore, che non esiste, e mi ha detto di trovarmi un altro. Ma come può aver detto una cosa simile? Abbiamo una figlia!

Qualche volta lui ci ha ripensato ed è tornato per provare a ricucire il rapporto (tenendo comunque un piede in due scarpe), anzi in realtà voleva fare sesso, ma io parlavo di amore e rispetto e lui di mettere in ordine la casa, io gli dicevo che mi stava facendo soffrire e lui rispondeva che dovevo mettere la testa a posto (leggi: dedicarmi alla casa e buttare i giocattoli della bambina perché invadevano il salone).

L’ultima volta che ci siamo visti (purtroppo viene spesso a casa per vedere nostra figlia) mi ha detto che per ora deve aspettare le prossime elezioni politiche perché ha un certo scopo da raggiungere, dopodichè deciderà se tornare da me o prendere un’altra strada.

Allora ha avuto una folgorazione. HO CAPITO CHE E’ COMPLETAMENTE PAZZO!! Si può subordinare un famiglia alle elezioni politiche? Ma che padre ho dato a mia figlia?

Ovviamente, anche se soffro da cani, io non gli consentirò mai più di tornare con me, sarebbe deleterio non solo per me ma anche per la bambina.

Adesso mi sento svuotata, inutile, non ho voglia di vivere il mio futuro da sola, senza nessuno con cui condividere gioie e dolori. Voglio una famiglia come quella del mulino bianco. Perché non posso averla? Non pretendevo la luna, ma solo una vita normale, con marito, figli, e tutti i sacrifici che ne conseguono. Avevo anche rinunciato a delle buone occasioni di carriera sul lavoro per questo. Ma tutto è andato a rotoli. Si dice che se uno ha uno scopo nella vita e si impegna per raggiungerlo, alla fine ci riesce. A me non è andata così. Dov’è questo universo che cospira affinché il sogno di una vita si realizzi? Probabilmente esiste solo nei libri. Adesso sto cercando di andare avanti, di coltivare i miei interessi che in tutti questi anni ho trascurato, ho cominciato a fare yoga, ad andare a teatro, indosso una maschera allegra quando sto con la bambina, invito le sue amichette a casa. Però è tutto molto difficile e mi sembra che tutto quello che faccio sia senza senso. Non voglio e non posso tornare indietro, ma vorrei che tutto questo non fosse mai successo. Sono passati 5 mesi ormai e ancora piango, ancora sono fisse nella mia mente quelle e-mail e quei messaggi destinati all’altra. A quella troia (ti prego consentimi questa espressione) che ho pure affrontato ma ha negato tutto, anzi mi ha detto di tenerla fuori dai miei problemi. E dire che dai discorsi che a volte ci era capitato di fare mi parlava di come, dopo il divorzio, si sia dedicata solo ai suoi figli ed alla sua attività politica. Però poi va a cena fuori con mio marito, passa le ore al telefono con lui, e tutto questo è cominciato quando ancora non eravamo separati.

Scusami Federica se mi sono dilungata così tanto, ma, sai, sono 13 anni della mia vita, ho bisogno di dare loro un valore.

L.O.V.E.

Morrigan

21 gennaio 2010

Non ho idea del perchè faccia così dannatamente male, quando poi è così chiaro che c’è solo da guadagnare, nel liberarsi da un amore al cianuro. Serate, uscite, libri da leggere e giorni da attendere con impazienza, sole, novità e amici. Ma la verità è che quando fa così male, i pensieri sono offuscati solo da quello che hai perso, e da quel futuro che speravi arrivasse, anche se sai benissimo che non c’è nessun tipo di futuro, che ti stai suicidando. Quando leggo i tuoi libri e sto bene, nessun danno, mi godo solo il piacere della lettura. Ma quando mi sento anch’io così impotente e disperata come Monica, sono lacrimoni assicurati, perchè in quel momento Monica sono io. Quando Edgar le chiude il telefono in faccia, scomparendo dalla sua vita, senza darle alcuna possibilità al mondo, mi si spezza il cuore in maniera irrimediabile. Perchè fa male. Poi mi sento in colpa, alla fine sono giovane, studio, ho un sacco di amici, il cibo grazie a dio c’è tutti i giorni in tavola, la salute per il momento c’è, ed io mi sento veramente una stupida a stare così male per una cosa che è morta da chissà quanto tempo. Ci siamo distrutti a vicenda, e la mia vita va a pezzi da non so più qunto. E’ stata la prima volta nella mia vita che mi sono ritrovata così, ho messo sempre l’amore agli ultimi posti delle mie priorità, ma questo mostro mi ha veramente distrutta.
Per farla proprio breve… Ci siamo conosciuti nel marzo 2007. Abbiamo vissuto un anno incredibile, meraviglioso, mi facevo tutti i giorni pere di felicità, con lui. Si, mi teneva in croce, era geloso in maniera malata, stava sempre con me, non mi sono fatta una cavolo di serata sola con le mie amiche perchè c’era sempre pure lui, ma io sopportavo tutto, l’importante era stare con lui. Il quale, invece, ovviamente, le sue serate se le faceva eccome, a ballare col suo amico biscia, senza che io potessi permettermi una volta di andare con lui, visto che l’amico biscia “non poteva mica fare da autista a me??”…eh, certo.Ovvio. Un giorno, faccio un esame, dopo aver studiato come una pazza per mesi, lo supero, e felicissima, gli chiedo di uscire la sera a festeggiare. Ma no, ovviamente lui è già impegnato col suo fidanzato. Vanno ad una festa. All’inizio, come al solito, non dico nulla. Poi mi rompo le palle sul serio, e me ne esco col mio vicino di casa, col quale avevo avuto una storia, ma di molto prima di conoscere lui. Naturalmente ci incontriamo per strada, io ubriaca a cesso, lui incazzato a morte. La tragedia. Mi lascia ed io entro nel periodo più schifosamente schifoso della mia vita. Telefonate, agguati sotto casa sua, pianti, lacrime, sceneggiate per strada, umiliazioni che non sto nemmeno a descrivere. Lui, quando aveva bisogno di sfogare le sue necessità fisiologiche, ogni tanto accettava pure di vedermi, sempre però insultandomi e trattandomi come un pezzo di cacca particolarmente disgustoso. Poi, il dramma nel dramma: conosce una. Naturalmente non si degna di dirmelo, meglio tenere sicuri due uteri al prezzo di uno. Telefonate tutta la notte, lui che non mi risponde, io che non mi rassegno a voler capire cosa stia accadendo, io che cerco di tagliarmi le vene, una sera di particolare follia, senza che a lui freghi alcunchè. Se non fosse stato per una mia amica che è venuta a prendermi per i capelli, non so che sarebbe successo. Comunque, dopo questo episodio, mi faccio forza, e veramente non lo calcolo più. Tempo tre giorni, torna alla carica, temendo di perdere il suo giochino preferito…”Ma io ti amo, non me ne frega niente di quella, mi devi credere!Basta, perdonami, voglio stare con te”. Ci torno assieme, il 5 maggio. Altra follia, altro dolore, altri insulti. Ma resisto. Lotto per il mio amore, i morti e feriti non si contano più.

Il 2 giugno, era dalla madre in un’altra città, mi dice che starà impegnato tutto il giorno, perchè deve lavorare. Povero piccolo. Tutta la giornata scorre tranquilla. Verso le 11 di sera, mi rendo conto che non mi ha fatto una chiamata in tutta la giornata. Chiamo. Niente. Richiamo. Ancora niente. Chiamo ancora. Niente di niente di niente. Ho provato a chiamarlo fino alle 7 del mattino. Impazzita totale. Dormo un paio d’ore. Mi sveglio. Mi ricordo all’improvviso che in un raptus di folllia, avevo rubato il numero di “quella” dal suo cellulare. La chiamo e mi spaccio per la sorella di quella bestia. “Ah, si, ciao!Guarda, ci siamo appena separati, ora sta tornando a casa” ” Appena separati come?In che senso?” “Eh, siamo stati assieme tutto ieri, ha dormito da me, ora sta tornando a casa” “Ma in che senso, scusa, non capisco…….?”…..Da notare che “quella”, in quel momento era nella città dove viviamo allegramente tutti e tre, lui perchè ci è nato, io e lei come studentesse fuori sede. Si era fatto giusto quelle 7 ore di pullman per tornare da lei, mentre io ero a casa mia a fare la calza, visto che nel terrore di perderlo non uscivo più. Lasciamo stare. Le rivelo la mia vera identità, e chiudo. Mi aspetto che lui mi chiami in lacrime, dicendo che c’è stato un errore, che ha un fratello gemello cattivo che ogni tanto scappa dalla cantina, che l’hanno rapito gli alieni e non ha ricordi degli ultimi due giorni, che è tutto un esperimento antropologico per la tesi del nonno della suocera del cugino dell’amico del portinaio, che stiamo girando una soap di quarta categoria in cui io sono Manuela Adelante de Piza a Los Cuatros Formajes, e lui Mario Joses De las Trippas al Sujo. Niente di tutto ciò, ragazze mie. Si precipita a telefonare a lei, dicendole che sono pazza, e che volevo solo distruggere la loro relazione per gelosia. Mi sono fatta un piercing per esorcizzare il dolore al cuore, all’animo, al cervello col dolore fisico. Non serve a un cazzo. Smetto di dormire e di mangiare. Dopo tre giorni, puntuale, ricomincia a farsi sentire. “Ma io ti amo, tu mi devi perdonare, sto malissimo (TUUU????), io l’ho fatto perchè ti volevo cancellare, io stavo male, ma che credi, che non stia male anch’io!E’ orribile stare con la persona che non ami, io voglio solo te!”. Ma povero piccolo. Chissà quanto deve aver sofferto, nel trombarsi due ragazze contemporaneamente. Va bè, visto che se non fossi una cretina totale ora non starei a scrivere queste cose, dopo due settimane ci torno assieme 2, la vendetta. Con lui che continuava comunque a trattarmi malissimo, a ossessionarmi e a tenermi in croce con la sua gelosia. Lui a me. Una sera mi dà uno schiaffo perché avevo salutato un mio amico, e lui, convinto che tra noi ci fosse stato qualcosa (è ovvio, sono una peripatetica che la regala in giro per sport), esce pazzo. Vabbé. Mi faccio pena da sola a ricordarlo. Non ci sono parole. Ah, ciliegina sulla torta: non contento di aver fatto ciò che ha fatto, come se non fosse sufficiente avermi fatto impazzire e diventare quasi anoressica (senza contare la carriera accademica sprofondata nel cesso), mi dice un bel giorno che il mio libro del cuore, il libro che avevamo eletto nostro e che ci leggevamo a vicenda, convinti, da veri coglioni, che quella storia fosse stata scritta per noi, l’ha regalato a lei. Ma non un’altra copia, no. La mia. Credetemi se vi dico che a distanza di due anni, nel raccontare questa cosa, mi metto ancora a piangere.
Ma nemmeno questo è sufficiente a farmi scappare a gambe levate. No. In nome dell’amore, mi faccio massacrare un altro pò. Perchè no, dopotutto? Ho altro di meglio da fare, per caso??
Passiamo l’estate assieme, alla fine della quale mi lascia nuovamente, per tornare due giorni dopo da quell’altra poveraccia come me, colpevole solo di essersi innamorata di questa specie di sterco. Ovviamente, Facebook il Malvagio non tarda a fomentare la mia follia. Vedere lui con lei, felici e contenti, in pose post coito, mi ammazza, anche se non so cosa fosse rimasto da ammazzare, in realtà.
Piano piano passano i mesi, e se li conti, anche i minuti. Torno lentamente, con intramezzi di un sacco di cazzate e storie che davvero non valevano niente, a sorridere, a mangiare, e, più di tutto, finalmente a dormire. Lui ogni tanto si fa sentire, io non lo considero. Ma dopo un anno lontani, ed infinite chiamate in cui mi dice di essere cambiato, che sta morendo senza me, decido di vederlo. (Accidenti, poteva anche morire, poteva…e non è morto!!!) Purtroppo, quando hai una persona piantata nel cuore, fai questa fine. Tuttavia, colpo di scena: ora ero io la “forte” (perchè, cavolo, qualcosa mi ha insegnato tutta questa folle storia), e lui è crollato miseramente. Ora che io non gli facevo più da mamma, confidente, geisha e pornodiva a piacimento, tutto è crollato, ed ora SO che io mi merito ben altro. Io, con la mia voglia di vivere e le mie giornate di sole, che non permetterò mai più a nessuno di distruggermi. Motivo dell’ultimissima, DEFINITIVA rottura: aver trovato sul mio cellulare la chiamata di un amico d’infanzia ritrovato da poco con estrema contentezza, che voleva sapere come stessi, visto che avevo un esame importante da lì a poco. E’ chiaramente impossibile che un essere di sesso maschile ti chiami solo per sapere come stai, senza pretendere almeno una pomiciatina, vero? Ma ti capisco, tesoro, perchè credi che al mondo siano tutte merde come te. NOTIZIA FLASH: NON è COSì!!!! Grazie a Dio, Buddha, Brhamaphutra e Spongebob, non è così.
La verità è che avevo iniziato a scrivere ieri questa mail, mezz’ora dopo le sue crisi isteriche con consecutivi pianti miei, ma il fatto è che oggi mi sento già benone. Vedo la mia laurea, la felicità dei miei genitori che meritano con tutto il cuore una figlia sana, felice e realizzata senza vene rotte; vedo il divano caldo della mia meravigliosa amica del cuore sul quale passeremo ore a parlare di Joey e Dasan, e a giocare a playstation, e a fare gossip; vedo Amsterdam e l’altra mia sublime amica del cuore che si è fatta in dodici per me quando stavo male, venirmi a prendere all’aeroporto, prima di sfondarci di cannoni e risate e schifezze a fame chimica; vedo Tokyo e le sue divise alla marinara che indosserò spacciandomi per una sedicenne urlando “KAWAIIIIIIIII!”; vedo la Spagna e Gonzales, o Miguel, o Pablito che mi rapisce per una notte infuocata; vedo le stelle di tutti i Paesi del mondo e mi libero per sempre delle parole  dell’amato Manuel, che per tanto tempo ho creduto mi rappresentassero: “Anche se non ho le ali, non vuol dire che non ti ami”. Le mie ali le userò per volare via da te. Non ti amo più.
I’m still here.

L.O.V.E.

Clara

13 gennaio 2010

Mi chiamo Clara, ho 22 anni, 2 anni fa ho incontrato un ragazzo, provavo per lui fin dall’inizio una sensazione strana quasi di fastidio ma non so perchè poco dopo mi ci sono trovata insieme, il 2 giorno che uscivamo mi parlava di matrimonio e pur restando esterrefatta dal suo modo di agire non riuscivo a reagire ,ogni volta che ci provavo diventava aggressivo e arrogante..ma nonostante questo c’era qualcosa che mi attraeva dal quale non riuscivo a staccarmi..così soffrendo tanto sono andata avanti per un anno e mezzo, pensando continuamente di essere sbagliata e di avere qualcosa di brutto dentro di me. Una delle cose che più mi è dispiaciuta è che nessuna delle persone che mi erano vicine abbia cercato di parlarmi, farmi capire che era tutto sbagliato , che mi aiutasse ad accorgermi con forza che stavo facendomi del male.Credo sia giusto non impicciarsi delle cose degli altri, ma lo è altrettanto aiutare un amico quando sta sfracellandosi dritto dritto nella sofferenza. Stavo così male che mi era passata la voglia di mangiare, sono dimagrita tantissimo e faceva tutto schifo.

Ho trovato la forza di lasciarlo e in una libreria ho trovato “101 modi per dimenticare il tuo ex”,devo dire che mi è stato utilissimo , ho ritrovato delle soluzioni alla vita e ho provato a reagire…ho scritto tanti diari ,letto suggerimenti x ‘autostima e “volersi bene” su google..faticando un sacco..
e ora, credo di aver passato la fase critica di quel periodo..
ho cominciato a credere un po più in me..
Ma pochi giorni fa sono uscita con un ragazzo che frequentavo da tempo..e ci è scappato un lungo bacio e delle coccole in macchina…è stato dolce ,finalmente mi son sentita un po apprezzata e coccolata..niente a che fare col vecchio ragazzo con cui non mi sentivo per niente amata..
Nonostante questo però ero molto impaurita e non sapevo bene se volevo veramente fare quel che facevo e trovarmi in quella situazione. Ho sentito (e non è la prima volta che mi succede)come se mi stessi spingendo oltre rispetto a quello che volevo, non sapevo cosa cercavo e non riuscivo ad ascoltarmi davvero.. il bisogno disperato di affetto mi faceva apprezzare la situazione ma allo stesso tempo non mi ci sentivo bene…
Vorrei un contatto vero con le persone e perchè no..magari che nasca l’amore..ma anche solo un contatto vero, fatto di scambio autentico, anche solo nell’amicizia…ma non so reagire alle situazioni in cui sono a disagio, sono sempre confusa e non so cosa voglio…
se qualcuno c’è già passato..confortatemi che non sono l’unica (spero :) ) e consigliatemi. :)
baci

L.O.V.E.

Freya

3 gennaio 2010

Sono Freya e ho 30 anni, gli occhi grandi e verdi e un sorriso sempre pronto.
Sono bella, è vero, lo so; e sono anche fortunata. Io di stronzi ne ho incontrati davvero pochi. La maggior parte degli uomini che ho incontrato sono -o erano- bravissime persone. Onesti, premurosi e veramente interessati a me.
Il guaio sono io.
Ho trent’anni e non ho mai amato nessuno. Mai.
Ci ho provato tante volte, ma niente. Passato l’entusiasmo delle prime settimane tutto si spegne come se ci buttassero sopra un secchio di acqua gelata. E allora parte il senso di colpa,la sensazione di essere sbagliata, fredda, frigida, il mal di stomaco e il fatidico discorso: ‘Tra noi qualcosa non va’. E sono dolori, per il poveretto in questione ma un pò anche per me, che non sopporto di ferire qualcuno a cui, comunque, voglio bene e che non se lo merita.
L’ultima volta due anni e mezzo fa, storia trascinata di sette mesi - ma avrebbe dovuto durarne due al massimo -, mille volte ho tentato di dire che non stavo bene, fino alla rottura definitiva a cui è seguito un mese e mezzo d’inferno, con telefonate continue finchè non ho smesso di rispondere; e adesso a malapena ci salutiamo.
Sono fredda, forse. Non lo so. So solo che non mi sento mai coinvolta, mi manca sempre qualcosa.
E col passare del tempo avevo sempre più paura, il chiodo fisso era: se non riesco a innamorarmi di una persona perbene, vuol dire che sono destinata a perdere la testa per uno che mi tratterà come una pezza da piedi…? E poi: possibile che fino all’ultimo non si accorgano di niente? Sono così brava a fingere, a dissimulare? E ancora: se mi innamoro davvero di uno che poi mi lascia, o mi tradisce…come faccio a sopravvivere? Non ci riesco, non lo posso sopportare.
Domande senza risposta, ovviamente. Ma adesso non è più così importante rispondere.
Tre anni fa, al colmo della disperazione, sono andata in analisi. Tre anni lunghi e faticosi, a scavare e scavare, a uscire da lì talmente stanca da non poter guidare fino a casa, ad arrabbiarsi, a resistere. Adesso ho dovuto interrompere perchè ho cambiato città. Ma è stato il più bel regalo che mi sia mai fatta.
Ho conquistato un tesoro: l’amore per me stessa.
Ho imparato a perdonarmi, a rispettare i miei tempi, a non arrabbiarmi con me stessa se le cose non vanno come vorrei. I miei mal di pancia sono sempre più rari. Mi sono regalata un tocco di leggerezza, mentre finora i problemi anche banali sono sempre stati questione di vita o di morte.
Ho ancora paura, ma ora la sopporto meglio.
Se incontro qualcuno, lo frequento, ma in tutta calma; ho imparato che non tuffarmi subito fra le lenzuola è la soluzione ideale per me, perchè mi spavento meno. E se è il caso, riesco a troncare con meno drammi.

Ho trent’anni e non mi sono mai innamorata.
Non ancora.
Ma non mollo.

Freya

L.O.V.E.

Raffaella

21 dicembre 2009

Sono qui a raccontare UNA delle tante disavventure che mi sono capitate…
…Era il 2002, e subito dopo il diploma la mia ex migliore amica (ho scoperto che parlava male di me a raffica alle mie spalle), mi ha chiesto di andare con lei in un Lido dato che il padre aveva dei tesserini gratis in più.
Ovviamente amando il mare non ci ho pensato su 2 volte ed ho accettato…
Durante quella bellissima estate, in questo lido abbiamo conosciuto 2 ragazzi…Roberto ed Alessandro. Si creò una bellissima intesa, quell’intesa pulita e senza malizia che puoi provare solo durante l’adolescenza.
Io ed Alex in modo particolare, ci legammo tantissimo…ma…lui non vive in Italia…
Lui è di Bari come me, i suoi parenti anche, ma i genitori si sono trasferiti quando lui era piccolissimo (2 anni) in Germania.
Quell’estate provammo un affetto fortissimo l’uno verso l’altra (ripeto, solo amicizia) e ci promettemmo di scriverci dopo la sua partenza, ma io non avevo ancora il pc, niente mail e quindi l’unico mezzo era la posta cartacea.
Non ci siamo più sentiti per 7 anni, e un bel giorno una mia amica mi disse:” Raffa tra i miei amici di facebook c’è un ragazzo, Roberto R., che dice di conoscerti ma mi ha detto che non t ricordi di lui…”
A quel punto la curiosità era fortissima, ho visto la foto ed era uno strafigo da paura!ed io non me lo ricordavo affatto (stranissimo!!!!!!!).
Iniziammo a chattare ed ecco l’ illuminazione: una sera gli chiesi se aveva un amico,un parente, qualcuno che abitasse in Germania e lui mi disse:”Bravissima, è Alex mio cugino!”…
…vado a rivedere la foto di Alex e quel viso era identico, stessi occhi, stessa fossetta, stesso irresistibile sorriso di 7 anni prima..un’onda di ricordi mi invase quella sera e devo essere sincera..mi sono emozionata parecchio…
Alex mi vide tra i contatti di Roberto il cugino, e decise di inviarmi la richiesta di amicizia.
Appena ho accettato, mi ha contattato e mi ha detto chiaro e tondo di volermi rivedere, che scendeva in Italia in determinati giorni e che dovevo assolutamente uscire con lui..quella sera arrivò e lui venne a prendermi dal lavoro, non appena mi sono avvicinata mi ha sollevato per la gioia di rivedermi e siamo andati via. La serata è stata magnifica, piena di racconti della sua vita, della mia, di risate, giochi ecc. ecc.
Mi ha detto di essersi fidanzato, sposato, di essere diventato papà di un bellissimo bimbo di due anni e d essersi separato.(a soli 27 anni..caspita)
Siamo andati in un luogo molto romantico di Bari, ci sediamo, parliamo…per un attimo, quel maledetto attimo, ci siamo guardati negli occhi, e senza dire una parola ci siamo abbracciati.
L’abbraccio mi ha regalato un batticuore incredibile ed io sentivo che anche il suo cuore andava a tremila..da lì mi dà un bacio sulla guancia, poi un altro, e un altro…e arriva il bacio…quello vero…bello, dolce, meraviglioso…(ero già completamente andata)..mi ha accompagnato a casa e mi ha detto: “Patti chiari ed amicizia lunga, non voglio storie”…sono rimasta di sasso ma ho mantenuto la calma per non far vedere di essere lagnosa, lacrimosa e pesante, anche se dentro di me volevo morire…lì ho risposto che Germania Italia è una distanza troppo grande da sopportare, che lo sapevo benissimo, ma che nn c’era bisogno di dirlo in quella maniera.Torno a casa e c sentiamo negli altri giorni tramite sms ma niente di più, mi chiede di andare a casa sua ma gli dico di no perchè scema sì, ma fessa no, e ci rivediamo il martedì successivo.
Altra serata romanticissima, al chiar di luna, in un paesino sul mare…all’improvviso, mentre eravamo abbracciati mi ha detto un dolcissimo:”Ti voglio bene” che mi ha fatto venire la pelle d’oca…siamo rimasti in silenzio per un po’ e ci siamo baciati…mi ha riaccompagnato a casa ed io ero distrutta credimi..sapevo che sarebbe stata l’ultima sera in cui l’avrei visto…
Ed infatti fu così..dopo una discussione stupida è sparito ed è  tornato  in Germania senza nemmeno salutarmi…c siamo sentiti il giorno dopo su facebook, e ho visto un suo link con su scritto: LE OCCASIONI CHE PERDI TU SE LE PRENDERA’ E PORTERA’ VIA UN ALTRO”..gli ho kiesto a chi si riferisse e lui mi ha scritto: “l’occasione l’ho avuta circa 8 anni fa..in Italia” e lì credevo che parlasse di me (come una cretina)e invece dopo ha aggiunto:”parlo della mia ex, il mio primo vero amore che vive lì in Italia…il primo amore non si dimentica mai”.
A quel punto ho chiuso la conversazione perchè, puoi immaginare, avevo una cavolo di fitta al cuore ed un nervoso talmente forte da prendermi lo stomaco..dopo 3 giorni lo cerco su facebook e cosa scopro?che mi aveva addirittura cancellato.
Gli ho mandato una mail, gli ho chiesto spiegazioni e la sua risposta è stata:”non mi è piaciuto il tuo comportamento da fidanzatina. Addio. Troverai chi t merita”.
Questo è quanto…ed io dopo 5 mesi sono ancora qui, a piangere x uno come lui, perchè non riesco a dimenticarlo…e pensare che avrei fatto anche 3, 4 lavoretti per cercare di prendere un aereo al mese x raggiungerlo, volevo studiare tedesco, trasferirmi lì..nella mia fantasia ero già pronta a cancellare tutta la mia vita x seguirlo..va bè…dolce notte. Raffaella


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L.O.V.E.

Silvia

15 dicembre 2009

Cara Federica,
vorrei porre a te e alle tante fan che leggono e scrivono nella sezione L.O.V.E., un quesito al quale proprio non so rispondere e che non mi da’ pace: PERCHE’ GLI UOMINI SONO COSI’ BRAVI A PARLARE, MA QUANDO SI TRATTA DI FARE I FATTI C’E' SOLO IL NULLA???? Io sono davvero stanca di paroline dolci e di progetti (piccoli e grandi) che non si concretizzano mai…ho quasi 30 anni e so cosa voglio e cosa NON voglio dalla vita e credo che l’uomo per me non esista…

L.O.V.E.

Sara

6 dicembre 2009
Mi accingo a scrivere questa email con lo spirito che deve avere chi partecipa per la prima volta a una riunione di Alcolisti Anonimi “ciao sono Sara e anche io sono una cretina”.
Ho 41 anni, sono divorziata con una figlia undicenne e vivo in un piccolo centro in Sicilia.
Ho conosciuto lui 6 anni fa, milanese con origini sicule, 10 anni meno di me, tramite un forum di una passione comune.
Lo scoprirsi è stato lento e meraviglioso, ci siamo incontrati ed è scoccata la scintilla.
Lui ha mollato tutto e si è trasferito da me. Era l’uomo che aspettavo da sempre e io ero la donna della sua vita.
Abbiamo avuto le difficoltà che ogni coppia ha nella vita in comune, la figlia non sua, che inizialmente l’ha adorato e che poi l’ha messo in difficoltà, il mio ex marito che si è sempre intromesso, la difficoltà per lui di trovare lavoro nella nostra realtà.
Tutte cose che abbiamo superato insieme.
Per 5 anni abbiamo vissuto insieme poi un mese fa, dopo 3 giorni seguenti una breve discussione (sull educazione della bambina) in cui era diventato il fantasma di se stesso, mi dice che non è felice e se ne va via.
Mi è crollato il mondo addosso.
Pensavo avremmo discusso, pensavo avremmo magari litigato, non mi aspettavo che mi avrebbe lasciato e sarebbe andato via.
Ha mollato di nuovo tutto ed è tornato nella sua città. A scanso di equivoci: non c’è un altra, non ci sarebbe nemmeno potuta essere visto che ogni momento libero lo passavamo insieme.
Io pensavo che queste cose capitassero agli altri, o meglio che capitassero solo nei film, invece no…io non mi sono resa conto del suo malessere, ha saputo fingere fino all’ultimo momento.
E’ andato via dicendo che mi amava ma che l’amore non basta.
L’ho rivisto ed è stato devastante rendersi conto che ancora da parte sua c’è il sentimento.
Intanto lui non c’è più, mi sono rimaste dentro mille cose non dette, mille cose non fatte, raccolgo i cocci sperando segretamente che torni, ho rimesso in discussione tutto, tutta me stessa ma purtroppo anche i suoi reali sentimenti.
Sono stata bravissima per tutto questo mese non l’ho cercato in nessun modo, ma ora mi sento svuotata di ogni energia e mi pare che anzichè andare avanti sto peggio di un mese fa.
Grazie e scusa la lungaggine

L.O.V.E.

Veronica

30 novembre 2009

Ciao Federica,
Vorrei tanto che la mia storia ti fosse d’aiuto per il tuo nuovo libro,ma temo proprio che sia una di quelle che tu definisci inutilizzabili perchè quasi surreali.
Purtroppo è tutto vero.La realtà supera la fantasia.
Tutto inizia nell’estate 2008 quando appena uscita da una storia difficile e complicata parto per le vacanze con le amiche.
La destinazione era quella di un villaggio turistico,ambiente infido e pericoloso che però io ho imparato ad amare e apprezzare con tutti i suoi difetti.
Appena metto piede in quel mondo parallelo noto 2 ragazzi: Stefano e Marco.
Stefano bello come il sole con quel sorriso beffardo e sguardo da “mò te la  faccio”tipico degli animatori più sgamati,e Marco che subito ti trasmette energia,voglia di vivere,e simpatia con quelli occhi vivi e il sorriso stampato
48 ore al giorno sul viso.
Le vicessitudini del villaggio mi portano a conoscere molto bene Stefano e a scoprire che in realtà dietro a quell’aspetto e atteggiamento da sciupa femmine incallito si nasconde un ragazzo dall’animo sensibile,pieno di premure,romanticismo e rispetto.
Passiamo tantissimo tempo insieme al di fuori del suo orario di lavoro in cui ci raccontiamo tanto di Noi,sembra che ci conosciamo da una vita.
E sì,ci innamoriamo.
Un amore platonico,assolutamente platonico ma totalizzante. Io vivo quelle due settimane come se fossero la cosa più omantica che esista,e probabilmente lo sono.
Nel frattempo conosco anche Marco,che si conferma il delizioso ragazzo della prima impressione,diventiamo buoni amici e instauro un ottimo rapporto anche con Cristina,la compagna di Marco da 6 anni.
Più li conosco e più penso che Cristina e Marco siano la coppia più bella sulla faccia della terra.
Così innamorati,così complici,così perfetti l’uno per l’altro.
Ariva il devastante momento dei saluti a tutti quanti,con tanto di lacrime e scambio di numeri di telefono,indirizzi e-mail e promesse di risentirsi.
Io e Stefano ci sentiamo tutti i giorni.Tutti.
Il nostro rapporto cresce,si solidifica,si trasforma.
Anche l’amicizia con Marco e Cristina continua. Il rapporto che si è instaurato fra tutti è molto bello.
Marco e Stefano diventano amici per la pelle,fratelli,inseparabili.
Tanto che al momento di rientrare nelle loro case a fine stagione Marco convince il suo capo ad assumere Stefano nell’ufficio dove Marco lavorava nei mesi invernali.
Marco e Stefano vivono in simbiosi praticamente,anche la sera spesso Marco invita Stefano a restare a cena  a casa sua e di Cristina.Spesso queste serate si consumano con noi 4 collegati con la web cam.
Si perchè dettaglio da non sottovalutare: io abito a 800 km da loro.
Grossi e insindacabili problemi familiari impediscono sia a me che a Stefano di muoverci, Quindi trascorriamo mesi e mesi senza vederci.Ma il nostro amore sembra resistere.Parliamo di figli,di matrimonio,di per sempre…e non con
leggerezza..
Arriva Marzo,mese delle convocazioni per le equipe dell’estate. Mese di decisioni fondamentali: partire per un’altra stagione, o mettere la testa a posto???
Stefano ed io in occasione di questa decisione facciamo un tremendo litigio.
Non posso sopportare che lui stia all’estero per 9 mesi,in quelle condizioni,mettendo a repentaglio un posto di lavoro “normale” come quello che aveva trovato grazie a Marco.
Fra milioni di lacrime di entrambi rompiamo.
Non è l’unica cosa negativa che succede a Marzo.
Cristina e Marco non saranno nella stessa equipe ma in villaggi separati da 8 ore di volo.
La coppia del secolo accusa il colpo,ma sembra più unita che mai pronta a
superare questa tremenda sfida.
Arriva aprile il momento delle partenze e io e Stefano ci rappacifichiamo.
Le cose non sono tornate proprio come prima ma siamo ancora innamorati Tanto
che prenoto la vacanza con le amiche di sempre proprio nel villaggio che
avrebbe ospitato Stefano. E anche Marco,sì.
Tutto sembra filare liscio,io e Stefano siamo innamoratissimi,Marco e Cristina resistono a distanza e tentazioni.
Finchè un mese e mezzo prima della mia partenza Stefano viene trasferito nel villaggio di Cristina.
Tragediaaaaaaa. E ora???provo a muovere mari e monti,ma non mi è economicamente possibile raggiungere Stefano e Cristina per le vacanze.
Io e Marco cerchiamo l’aspetto positivo…almeno ci saremmo visti noi e ci saremmo fatti forza a vicenda.
3 settimane prima della mia partenza Stefano mi lascia.
Accampando scuse inesistenti,come la differenza socio-economica e di prospettive future che ci caratterizza.
Dopo due giorni di tentativi anche da parte di Fabio,caro amico di tutti noi,in villaggio con Stefano ci rappacifichiamo.
Cristina mi manda una lettera strappalacrime poco prima di partire in cui mi parla di quanto abbia sofferto Stefano per i nostri dissapori,di come lui non si senta all’altezza e che si conclude parlando di quanto teme di perdere il
suo amato Marco. Mi saluta accomandandomi di (vado a citare testualmente)”
curarmelo nel senso bello del termine”.
Finalmente arrivano le tanto agognate vacanze.
Raggiungo Marco serena,rilassata,e sicura di Stefano.
Passo due settimane incantevoli,in cui l’amicizia con Marco diventa “fratellanza”,ci adoriamo,ci capiamo con uno sguardo..molti pensano che stiamo insieme,noi glielo lasciamo credere…tanto sarebbe inutile negare:non
crederebbero.
Ma solo noi sappiamo che la sera,tutte le sere,ci isoliamo e chiamiamo i nostri amori lontani.
Io parlo con Stefano e Cristina. Lui parla con Cristina e Stefano.E poi…poi torniamo da tutti gli altri nostri amici con un sorriso inebetito dalla gioia di averli sentiti.
Lasciare il villaggio,lasciare Marco è stato più difficile del previsto.
E una volta tornata a casa sono iniziate le cose strane…stefano e cristina erano molto strani nelle loro risposte.
In più vengo a sapere che Cristina racconta che Lei e Marco stanno affrontando un periodo di crisi terribile.
Cosa che a me assolutamente non risulta. Passo notti agitate dal dubbio,provo a mettermi in contatto con Fabio ma senza successo.
Non dico niente a Marco per non agitarlo inutilmente.
Finchè….un sms sul mio cellulare mi fa rabbrividire. “hai saputo?” il mittente era Fabio…e non prometteva nulla di buono.
Mando un messaggio a Stefano “se devo sapere qualcosa,dimmelo subito non voglio saperlo da altri!”
la risposta?!
“io e cristina ci siamo innamorati”
E a me e Marco crolla il mondo addosso.
Passiamo notti intere in chat a disperarci.
Nel frattempo veniamo a sapere che Marco e Cristina sono usciti allo scoperto perchè proprio fabio li aveva scoperti in flagrante.
Avevano una relazione da circa 7ettimane,una settimana esatta prima di quando Stefano ha fatto finta di lasciarmi.
In qualche modo io e Marco cerchiamo di andare avanti,di tornare alla serenità.
Per me è fattibile,per Marco molto più difficile…una storia di 6 anni,una casa insieme,tanti progetti per il futuro fra cui matrimonio e bebè entro breve.
Ma non c’è limite al peggio……
Marco rientra appositamente una settimana prima di Cristina per smantellare le sue cose a casa e andare a stabilirsi a casa di un amico.
Il secondo giorno scende a fare colazione al bar che frequenta abitualmente con Cristina per salutare i suoi amici di sempre che nonv edeva da mesi e sapate come lo chiamano?????! “PAPà”
Sì,papà……
Cristina aspetta un figlio da Stefano.
Solo che Cristina non ha avuto il coraggio di dire che il padre non era Marco…e i poveri amici in buona fede hanno pensato che fosse Marco,Marco esce dal bar e distrutto mi chiama.mi racconta dell’accaduto e io cerco
di tranquillizzarlo dicendogli che non è possibile.,che sarà un errore.
Marco si tranquillizza mi saluta dicendomi che ha una chiamata in attesa.
Quella chiamata era di Stefano,che conferma la gravidanza di Cristina.
Io e Marco abbiamo chiuso definitvamente i rapporti con Cristina e Stefano.
Ogni tanto Cristina mi chiama,per aggiornarmi sulla gravidanza….mi dice che è un pò figlio anche mio e di Marco visto che quando è stato concepito in realtà loro pensavano a Noi.
Ora Marco è partito,è andato a fare l’animatore lontano. Ci sentiamo tutti i giorni.
Solo con lui riescoa parlare apertamente dello strazio che ho dentro.
Solo con me lui parla degli incubi che ogni tanto lo assalgono.
Marco è l’unico uomo di cui riesco a fidarmi.
Non riesco ad avere nessun tipo di contatto con nessun altro ragazzo.
Sto perdendo anche il fantastico rapporto che avevo con i miei amici uomini.
è una ferita che non so se quando come potrà rimaginarsi.
L’unica cosa che solleva il mio dolore è trovare rifiugio in Marco. Nel nostro rapporto particolare e incasinato accumunato da questo tremendo passato,da questo tradimento.
Non so se saprò più darmi completamente a un uomo come amavo fare…..

L.O.V.E.

Linda

25 novembre 2009

Cara Federica,
ho deciso di uscire allo scoperto anch’io e buttarmi nel mare delle deluse e irrimediabilmente scottate dall’amore. Raccontare la mia storia
E’ difficile soprattutto perchè sono ancora troppo coinvolta dagli eventi ma ci provo.
Sono stata insieme al mio ex per 14 anni e mezzo circa invece lui l’ultimo anno non lo ha considerato visto che aveva una storia parallela con un’altra più giovane di noi (siamo coetanei) di circa dieci anni.
Ci siamo messi insieme per gioco da giovanissimi (18  anni e mezzo) e abbiamo condiviso il diploma, gli ultimi retaggi
dell’adolescenza, le incomprensioni ed i problemi familiari, la vita universitaria e la laurea.
Fin qui tutto ok, le cose sono cambiate quando è nata l’esigenza di cercare lavoro, doversi dividere per poter
fare il lavoro per il quale avevamo studiato ecc.
I problemi veri sono iniziati quando lui ha deciso di trasferirsi per intraprendere la carriera universitaria (il suo grande sogno), io non ho mai avuto queste velleità e non avrei potuto averne visto che il mio percorso di studi mi
indirizza verso il lavoro pratico e libero professionale piuttosto che verso la teoria.
All’inizio la distanza non era un problema ma lo è diventata quando lui ha iniziato a pretendere che io mi trasferissi da lui e cercassi lavoro nella cittadina dove lui aveva scelto di lavorare.
Naturalmente le condizioni erano: vieni a …………….., ti cerchi un lavoretto in mancanza di meglio che però ti permetta di condividere l’affitto con me e nel frattempo cerchi il lavoro che vuoi, però non contare sul mio stipendio perchè non basta neanche per me.
Per fortuna, il destino mi aveva riservato un’ancora di salvezza, mi avevano chiamato per un colloquio a Roma ma io, con la mia solita stupidità altruistica, ne ho voluto parlare con lui che mi ha prontamente risposto: “se vai a
Roma ci lasciamo perchè io mi conosco e so di non essere in grado di vivere una storia a distanza”.
A questo punto qualsiasi persona encefalitica anche poco dotata avrebbe mangiato la foglia e sarebbe
scappata a gambe levate da quel vampiro ma io ho deciso di rinunciare al lavoro per non perderlo e per non perdere 13 anni di una storia che per me era tutto il mio mondo e il mio futuro.
Da allora, da quando cioè abbiamo perso il rispetto di noi stessi e dell’altro la nostra storia è rotolata in un precipizio senza fondo fatto di continue recriminazioni, incomprensioni, insicurezze, distanze, frustrazione, fallimenti, e
soprattutto tanta solitudine.
Io ho anche dovuto affrontare gli attacchi di panico e 2 anni di terapia, ho dovuto ripensare a me stessa, a ricostruirmi un equilibrio psicologico e fisico che avevo perso e ho dovuto guardarmi allo specchio e vedere che cosa ero diventata anche a causa di questa storia vampiresca, anche se ancora non ne ero cosciente.
Lui, in tutto questo si è dato, era distante, disinteressato e freddo, quasi quell’atteggiamento gelido fosse l’unica arma che aveva per proteggersi dalla mia evoluzione personale.
Insomma, per farla breve, invece di sostenermi e mettersi in gioco anche lui ha incontrato  un’altra sul lavoro, si è lasciato lusingare dalle sue moine e alla fine si è messo con lei, ma fosse così semplice!!!!!!!!
A dicembre dell’anno scorso ero arrivata ad un punto di intolleranza totale della sua assenza mentale e sentimentale (fisicamente invece era quasi assillante, era sempre a casa mia, mi telefonava continuamente e
ogni scusa era buona per passare a trovarmi…..gli uomini!!!!), così ho decido di lasciarlo.
Passano due giorni e mi telefona in lacrime  dicendomi che ci aveva pensato e ripensato passando due notti a fumare
sul balcone di casa e che non riusciva a concepire la sua vita senza di me, che avremmo dovuto tornare insieme e risolvere i nostri problemi per progettarci finalmente un futuro insieme.
Insomma, queste scene di tira e molla si sono ripetute, con le stesse modalità, fino alla fine di marzo quando , per il mio compleanno, siamo andati a passare un week end a Londra organizzato e spesato da lui.
Abbiamo addirittura dormito a Nothing Hill e tutto sembrava bellissimo.
A giugno parte per un viaggio  di lavoro in Sardegna per il quale non voleva assolutamente partire,
invece, al ritorno tutto è cambiato.
Il 30 luglio, dopo 2 giorni di  silenzio stampa mi dice al telefono: “basta, pausa, non ti amo più,
voglio stare da solo”.
Qui inizia il mio calvario.
Per farla breve non ha più voluto sentirmi ne vedermi, non ha dato nessuna spiegazione ne informazione sull’esito della nostra storia nè ai nostri amici nè alla sua famiglia, dopo una settimana è partito in vacanza (con lei naturalmente).
Io mi sono trovata a dover scoprire quello che era successo, quello che aveva fatto per un anno con la nuova
tipa e, soprattutto che si era organizzato per un nuovo lavoro, in una nuova città.
Ho passato l’estate a dover raccontare a tutti quello che era successo e poi sono sprofondata in un tunnel di disperazione e frustrazione dal quale sono uscita da poche settimane ma il senso di fallimento e la rabbia repressa non mi danno tregua.
Lui ha avuto il coraggio di confessarmi che con lei la storia è complicata, che io ci sono comunque e lui ha il freno a mano tirato (ndr) e che nonostante  potrebbe innamorarsi di lei adesso gli serve per dimenticarmi.
Cara Federica, non riesco ancora a perdonarmi per avergli permesso di vampirizzarmi in un modo simile e ho un gran senso di vuoto e solitudine che niente riesce a riempire.
Cerco di riappropriarmi della mia vita giorno dopo giorno, ho ritrovato i vecchi amici, ma il fatto di non
avere un lavoro che mi impegni la mente è un problema e cosi’ la notte mi trovo a sognare di urlargli in faccia tutta la rabbia che mi ha lasciato dentro e vorrei spaccargli la faccia per avermi umiliata e tradita come donna e come essere sentimentale.
Vorrei che queste persone non esistessero più, umiliare gli altri per non vedere la propria umiliazione, succhiare a chi ha molto da dare per compensare il proprio analfabetismo sentimentale…….è una vera
ingiustizia e, anche se la vittima è consapevole del comportamento del
suo carnefice NON riuscirà mai ad immaginare la profondità della sua
perfidia.

L.O.V.E.

Alessia

18 novembre 2009

Carissima Federica, carissime/i lettrici/lettori di questo blog,
sono da sempre una fan di tutti i tuoi libri e quindi come non esserlo anche di questo sito?!?
Come molti di voi sono una ragazza dal cuore infranto reduce di una storia d’amore che fino ad un mese e quindici giorni fà avrei definito perfetta (ovviamente… come capita sempre!).
La storia nasce per caso: il nostro è un vero e proprio colpo di fulmine!!! Per i primi 4/5 mesi la nostra è davvero la storia perfetta e lui il ragazzo che avevo sempre desiderato. Mi sostiene in quello che faccio e nei problemi che insorgono con la famiglia, mi accoglie in casa sua (chiamandola “nostra”), si sacrifica per me seguendomi nei miei spostamenti sportivi, si tatua una nostra foto sulla schiena dicendo a tutti che pensa di aver trovato la donna della sua vita… ed io che sono un’eterna romanticona non faccio altro che fantasticare su un nostro futuro insieme, con tanto di matrimonio e figli annessi.
Poi qualcosa s’infrange, lui subisce una piccola operazione e un famigliare a cui è particolarmente legato si ammala ed io invece vengo trasferita al lavoro in un ufficio in cui mi sento sotto pressione e di cui non sono pienamente soddisfatta ed entro in un vortice depressivo e decidiamo di trasferirci da me.
Tempo altri 5 mesi e la nostra storia si trasforma… litigi per qualsiasi cosa, pianti e mia completa disperazione. Qualche giorno dopo lo scadere del nostro primo anno insieme mi sento dire che “lui non ce la fa più a sopportare questa situazione, che i litigi hanno distrutto l’amore che lui provava per me e che il fatto di vedermi sempre infelice gli ha fatto pensare che forse starei meglio da sola…”
Solo chi c’è già passato può immaginare cosa è successo: per un mese non sono riuscita a distaccarmi da lui (mail e messaggi a tutto andare dove gli supplicavo di tornare promettendogli che sarei “guarita dalla depressione). Ora sono 15 giorni che non lo sento ma non posso dire di stare molto bene (già solo a scrivere ho lo stomaco che si attorciglia…): continuo a perdere peso, a svegliarmi nella notte con il batticuore, a fare incubi ed essere in un continuo stato di ansia, ricordi che affiorano ogni secondo (non riesco più nemmeno a dormi re nel mio letto!) , non vado più su FB per paura di leggere qualcosa su di lui che potrebbe distruggermi ancora di più… senza contare che lavoro proprio dietro al suo negozio e quindi vedo tutti i giorni la sua macchina parcheggiata e temo d’incontrarlo…
Sto andando da una psicologa, sto leggendo molti libri che possano aiutarmi e mi sto circondando di amiche ma nulla sembra funzionare… ma io sono stufa e VOGLIO stare bene…
So che sono l’unica che può tirarsi su, che può credere di più in sé stessa, che ha tutte le carte in regola per essere una persona fantastica anche senza di lui… solo che dirlo è facile ma certe volte crederci è difficilissimo…

L’unica persona che mi aiuta un po’ (involontariamente)è un ragazzo che ho conosciuto una settimana fa con cui mi scrivo e con cui dovrei uscire… è l’unico che mi fa dimenticare per un po’ la mia situazione e che mi fa tornare a sognare… ma non appena “torno sulla terra” la situazione peggiora: mi sento in colpa perché mi sembra di tradire il mio ex perché è passato solo poco più di un mese da quando ci siamo lasciati, perché potrebbe tornare da me ed io averlo dimenticato, senza contare la paura che ho di soffrire di nuovo (perché all’inizio sembra tutto bello ma a quanto pare le cose cambiano in fretta… ); inoltre sentendomi la causa principale della rottura con il mio ex ho paura di rovinare tutto di nuovo, di non essere in grado di poter avere una persona al mio fianco… perché come dice l’oroscopo “è praticamente impossibile trattare con un Cancro con la Luna storta, nei momenti di depressione, quando vede tutto nero…” e ho paura che non troverò mai nessuno che riuscirà a capirmi davvero e che saprà stare accanto ad una persona così complicata.
Mi rendo conto che tutti ci sono passati nella vita (qualcuno anche più di una volta…) ma mi sento davvero in un vortice dal quale non riesco più a sollevarmi.
Cosa dovrei fare? Uscire con questo ragazzo fregandomene del fatto che potrei perdere il mio ex per sempre e che potrei anche soffrire di nuovo, oppure dovrei starmene da sola per un po’, cosa che a quanto pare non mi riesce proprio (il mio massimo è stato 6 mesi single in cui comunque ho avuto delle brevi storie…)e che soprattutto mi rende infelice?
HELP…

Un abbraccio a tutti/e….

Alessia

 

L.O.V.E.