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Archivio per la categoria ‘Blog’

Yoga Nino!

28 luglio 2010

Questa è la splendida pagina a cura di Nino su Benisssimo di questo mese!
Non si legge purtroppo,ma ha inserito un mio quote!!

Grazie sei un tesoro!

nino

Blog, Yoga

Questo safari non s’ha da fare…

27 luglio 2010

Questi 2 giorni di aria fresca e temperatura al di sotto dei 40 gradi mi hanno rimessa al mondo.
Ciò non toglie che le mie notti siano comunque fantozziane.
Da settimane la scena è la stessa: vado a letto verso mezzanotte con mascherina e tappi nelle orecchie, Attilio resta sul divano e si addormenta nel giro di un minuto o due con il mento appoggiato sulla mano.
Lo so perchè comincia a russare.
Rimane lì per ore.
In camera tengo le finestre aperte e il ventilatore a manetta, ma misteriosamente il fresco non entra: la casa è talmente bollente grazie alle lamiere d’acciaio nel salotto che fanno tanto Hi-Teck, che il  calore rimane intrappolato fino ad Ottobre.
Inutile dire che stramaledico l’architetto una sera sì e l’altra pure.
Mi sveglio un paio di volte :una all’una e una alle due e lui ancora non c’è,  alle tre il  mio culo a contatto del materasso raggiunge la temperatura di fusione della ceralacca, mi sveglio di nuovo e mi accorgo che c’è Attilio.
I nostri due corpi vicini emanano più calore di un cratere in ebollizione,ma lui non si scompone.
Dorme beato e sudato.
Io mi sento la pelle della faccia che si stacca, mi viene un nervoso assurdo, e non capisco perchè fuori ci siano 17 gradi e dentro 51!
Se arrivassero dei pinguini con in mano un cubo di ghiaccio, si trasformerebbero in polli arrosto.
Poi comincio a immaginarmi ladri acrobati, nani e ballerine che entrano a svaligiare l’appartamento camminando sul nostro letto e a questo punto la notte è finita e mi alzo.
Vado in salotto dove con le finestre aperte, nonostante siano le 4, c’è casino come a Rio per il carnevale.
Antifurti, clackson e “mortacci tua”.
Mi sdraio sul divano in finta pelle nera dell’Ikea che, insieme alle lamiere hi-tech è quanto di più insalubre e traspirante al mondo.
Ma a questo punto accade un piccolo miracolo.
Si muove un filo di vento, che dopo una mezz’ora diventa quasi gelato e mi costringe ad avvolgermi nel copridivano.
Mi imbarco come una tavoletta di legno, ho un mal di schiena pazzesco e a vedermi (la mascherina storta, i tappi che sbucano dalle orecchie e il copridivano addosso) sembro Peggy Guggenheim all’indomani di un festino con Kandinsky!
Ovviamente la luce ormai è totale e abbagliante e la strada sembra la Fi-Pi-Li nell’ora di punta.
Attilio mi saluta.
Sono le otto, non ho dormito un cazzo, sono di pessimo umore.
In tutto questo sto ancora cercando di organizzare il viaggio in Africa.  p1070665
Ieri sono entrata all’Upim per comprare uno smalto indurente e ho visto quello che ai miei occhi è sembrato il paradiso: una svendita di vestiti orrendi fuori moda e dai colori osceni, dal beige cacca di uccello al verde vomito, perfetti per un Safari!
Ho comprato addirittura la camicetta a maniche corte beige come Joy Adamson di Nata Libera!nata-libera-177647
(Avete notato come il beige sia il colore che uccide??)
E adesso devo assolutamente trovare un retino per acchiappare le farfalle…
Alla peggio comprerò dei pelouches e il safari ce lo faremo a casa facendo le foto con la Polaroid!

P.s
Le vedete le lamiere sul soffitto? Semmai un giorno il vostro architetto di fiducia se ne uscisse con una trovata del genere lasciateci parlare me.
P.p.s.s : No, quello là dietro non è un Kandinsky….

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And the winner is….

19 luglio 2010

Ragazzi sono la persona più felice del mondo, nonostante i 90 gradi che il mio corpo emana al momento, posso giurare di aver vissuto uno dei più bei momenti della mia vita.
Siamo partiti sabato da Roma alla volta di Pontremoli con la formazione delle grandi occasioni e cioè io, Attilio, l’editore e Giusy.
Stessa formazione di Istanbul.
Solo che questa volta, anzichè con l’aereo ci  siamo andati con Supercar.
Ho rivisto la mia vita più volte sulla Firenze -mare, e quando ho finito con la mia, ho cominciato  a rivedere la vita degli altri!
E ho visto cose che non avrei voluto vedere!
A Pontremoli  era fresco, questa informazione potrà sembrare marginale, ma non lo è,ed  è la ragione per cui lassù non esiste l’aria condizionata da nessuna parte, neanche in albergo, semplicemente non usa.
Ma dopo quest anno credo che rivedranno le loro posizioni.
A Palazzo Dosi nel pomeriggio ci aspettava la prima presentazione di noi finalisti,preceduta dalle sfrenate danze medievali di un gruppo di arzille  signore a cui ero tentata di unirmi.
Fiaccati dall’ ennesima presentazione dove tutti avevamo ripetuto sempre più o meno le stesse cose (tanto da poterci presentare i libri a vicenda) ecco che,a movimentare la serata,  ci ha pensato l’editore Fazi che ha chiesto a Vauro (dopo il solito comizio anti Berlusconi), come mai pubblicasse per Mondadori.
Interpretando il pensiero comune.
E’ seguita una cena in piazza un paese delizioso vicino Murazzo e abbiamo tirato tardi come da tradizione  a casa di Matilde  una celebre libraia che, da tempo immemore, ogni anno, mette a disposizione la sua terrazza, la sua cantina e delle incredibili forme di gorgonzola.
L’indomani l’appuntamento era alle 9 di sera in Piazza dove sapevo che avrei visto facce amiche, ma non immaginavo così tante!
Intanto mio fratello e mia madre che non dovevano venire e che invece mi hanno fatto una sorpresa incredibile.
Poi le mitiche Lola e Franca di Forlì, Pina e Daniela da Lucca con la famiglia al gran completo e il gruppo di fan più fico che si potrebbe desiderare formato da Vero, Catefiè, Cate, Fefè, Martyna e Chicca con le magliette di S.O.S Amore.
p1070614Se ne avevamo di più mettevamo su anche noi la bancarella perchè le volevano tutti!
Il papà di Cate, Fernando, pittore di grandissimo talento, che ringrazio di cuore,mi ha regalato un quadro splendido ed ero senza parole.
Ve l’ho detto che è stata una delle sereta più belle della mia vita no?
E non è finita, un sacco di gente mi ha abbracciata, baciata, ringraziata, insomma un’emozione unica accompagnata dall’ imperversare di un gruppo di arditi sbandieratori ( a cui avrei voluto unirmi!).
Ed ecco il momento cruciale, l’inizio della serata, che si preannunciava lunga ed estenuante per via dello spoglio delle quasi 200 schede.p1070657
Sono salita sul palco e mi sono sentita Lady Gaga, non perchè fossi vestita in latex sadomaso, ma perchè mentre avanzavo rivedevo a rallenty letteralmente tutta la mia vita e mi dicevo “cazzo Fede, lo senti questo affetto? lo senti quanta gente è qui per te? E quanta voleva esserci ma non ha potuto (tipo Paoletta e Ilaria) e quanta sta pensando a te a distanza (come Annalisa, Marika,e Cinzia) e quanta ti vuole bene?”
E in quel momento ho pensato “Ma io ho già vinto, io sono circondata da queste persone meravigliose che sono entrate nella mia vita in silenzio e l’hanno trasformata, persone che adoro e che non vorrei perdere mai, che sono orgogliose di me, che sono qui per me, che mi amano e che amo.
E non mi sono mai sentita così assolutamente  bene, allora mi sono girata  e ho sorriso ad Atti in platea che mi ha fatto questa foto, senza sapere che stavo anticipando il risultato finale come il Polpo Paul.
p1070623Lo spoglio è durato 3 ore buone, non senza le solite polemiche fra Vauro e il resto del mondo, e confesso che almeno 2 delle 3 domande che mi hanno fatto non le ho capite!p1070627
Poi il notaio si è alzato e ha cominciato a snocciolare i titoli votati ed è partito con almeno 3 “S.o.s Amore” e un timido applauso si è levato e mi sono sentita così orgogliosa che anche se dopo sono seguiti ben 100 schede per “Olive Kitteridge” in cuor mio ero già al settimo cielo.
Che avrebbe vinto Elisabeth Strout lo avevo sempre saputo e mi sembra anche giusto essendo una scrittrice grandiosa nonchè Premio Pulitzer, ma che dopo di lei ci sarei stata io, giuro che è stata la sorpresa delle sorprese.
Perchè,tolta la Strout in quanto inarrivabile, sono comunque arrivata prima sugli altri 4 italiani.
E quando sono scesa dal palco e ci siamo dati l’abbraccio collettivo  tutti  mi chiedevano “ma chi sono tutte queste ragazze che facevano il tifo per te e che hanno fatto un casino pazzesco durante lo spoglio?” Ho potuto dire “sono la mia famiglia allargata!”
p7180583E’ stata una serata memorabile ed emozionante, fresca e stellata e assolutamente perfetta.
Ringrazio tutti  da mia mamma e Daniel, (che sono tornati a Firenze alle 4 apposta) a Mariapaola e Stefano, il gruppo De Agostini, gli splendidi Maurizia e Giorgio di Savona, i librai che hanno creduto in me e mi hanno votata, Giusi che mi ha accompagnata fedelmente con la sua irresistibile follia (data da un’intossicazione da paracetamolo) e il mio editore Raffaello che ringrazio di cuore per tutto l’impegno e l’appoggio in quest’avventura indimenticabile.
E naturalmente tutti voi che mi leggete e mi seguite da anni.
Questa vittoria è per tutti voi, perchè ce l’abbiamo fatta insieme e non smetterò mai di esservi grata.

Con affetto

Fede

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Ci siamo!

16 luglio 2010

Torno “fresca” dal teacher training della seconda serie di Astanga Yoga a San Lazzaro di Savena dove  ho fatto questa foto che si commenta da sola.

conadAl solito è stato qualcosa di estremamente faticoso, ma talmente soddisfacente che alla fine mi sembrava di tornare a casa dalle vacanze, quando fai le foto, ti scambi gli indirizzi e anzichè dirti: ” ti scrivo una lettera” dici “ci vediamo su Facebook!”
Continuerò a ripeterlo fino alla morte: lo yoga mi ha cambiato la vita e vorrei tanto che ognuno di voi, almeno una volta,lo provasse per capire cosa intendo.
Nella peggiore delle ipotesi rimarrete giovani e fighe per sempre, nella migliore raggiungerete l’illuminazione!
Ci siamo,domani parto per Pontremoli dove ci giocheremo ai dadi la finale del Bancarella.
Il programma è fittissimo di appuntamenti a catena e sono curiosa come una scimmia di vedere com’è.
Ho idea che i librai mi invitino in ogni libreria e mi offrano un cicchetto così che alle 9 sarò briaca fradicia e quando mi passeranno il microfono per presentare il libro comincerò a ridere per un quarto d’ora di una battuta idiota che mi hanno raccontato una settimana prima.
Sarebbe una cosa da me.
Scherzi a parte,voglio ringraziare dal profondo del cuore tutti quelli che mi hanno sostenuta, quelli che mi hanno votata, quelli che hanno detto che lo avrebbero fatto (anche se non lo hanno fatto) e tutti quelli che mi hanno detto che mi penseranno intensamente domenica e che io immaginerò là in prima fila.
Sono fortunata ad essere circondata da persone così meravigliose che aumentano di giorno in giorno, mentre gli stronzi da cui sono stata circondata per anni ,piano piano, stanno scomparendo e questo mi fa amare la vita ancora di più, perchè mi fa rendere sempre più conto, di quanto tutta la nostra felicità dipenda da noi.

Grazie di cuore
Con infinito affetto

Fede

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Il caldo non fa per me

11 luglio 2010

E  dopo la Turchia…. Chia.
Quel mega Resort in Sardegna di cui avevo sentito parlare solo nei racconti di Cappa e Spada.
Poichè il buon Attilio fa un lavoro vero, non ha potuto accompagnarmi essendo la presentazione di giovedì, così  ho invitato la mia inseparabile compagna di scorribande Kylee (che come me non ha un lavoro vero) e che ha accettato subito con grande entusiasmo anche perchè doveva andarci col fidanzato una settimana prima, ma aveva rinunciato per 2 motivi: 1 era tutto pieno, 2 costava un botto.
Le 2 cose sommate insieme mi hanno fatto capire che la storia della crisi è la più grande leggenda metropolitana mai inventata, perchè se paghi dai 400 ai 1000 euro per una stanza (al giorno), più pranzo e cena e ti ci porti pure tutta la famiglia, bè fatti due conti alla fine non puoi piangere miseria no??
Sennò li portavi al campeggio del Calambrone!!
E vi garantisco che era davvero strapieno.
Sono quasi sicura che tutti ci abbiano scambiate per una coppia di lesbiche attempate.
Il Resort è fornito di staff di animatori, cosa che mi ha fatto intensamente ripensare al mio passato di G.O al Club Med e al presente di Marika (che purtroppo non ho visto) e che si stava facendo un mazzo così in quel di non so quale altro mega villaggio in Sardegna.
Ho provato un moto di ammirazione per lei che travalica ogni confine perchè giuro, non c’è cifra al mondo che mi farebbe tornare (oggi) a fare un gioco piscina, un giro della spiaggia a reclutare gente sotto il solleone o anche solo dover dire a tutti buongiorno e buonasera.
Sono diventata così intollerante che sarei capace di mandare al culo chiunque mi dicesse : “Che bella vita fate voi….sempre in vacanza!..No..No ferma posi quella mazza, ma che ho detto di male?? AIUTOOO!!”
Questo caldo mi uccide.
Ma mi uccide davvero.
Non dormo più la notte, la casa è un forno, e ho la sensazione che la testa possa scoppiarmi come un’anguria piena di dinamite.
Il lenzuolo la mattina è la Sacra Sindone e ho le gambe della Sora Lella.
Domani riparto per Bologna per uno stage di yoga a cui so che non sopravviverò
E non è una battuta.
Non credo che farò ritorno a meno che Brahma,Shiva e Visnu si muovano a compassione e mi facciano la grazia così da e permettermi di raggiungere Pontremoli
(Eviterò il “calembour” fra  Barella e Bancarella…)
Vi aspetto perciò Domenica 18 Luglio (con gli striscioni) alle ore 21.00 in Piazza della Repubblica a Pontremoli per  la Cerimonia di proclamazione del 58° PREMIO BANCARELLA!
Mi hanno garantito che la sera c’è un bel freschetto, quindi portatevi un golfino.

Vi abbraccio anche se sono tutta sudata!

Vostra
Bosco

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Sardegna

7 luglio 2010

Prendete nota:
Domani Giovedì 8 Luglio alle 22.30 sarò al Lounge Bar del fichissimo Chia Laguna Resort in Sardegna a presentare S.O.S Amore con (rullo di tamburi) niente di meno che Rosa Matteucci!
Sarà uno spettacolo già so!
Ieri sera sono andata al concerto del grande MIKA insieme a Kylee, la mia inseparabile compagna di scorribande e ci siamo comprate il cerchietto con le corna rosa intermittenti che abbiamo indossato con grande disinvoltura fino a quando Attilio ci è venuto a prendere al baretto…
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Andate a vederlo perchè è FAN-TA-STI-CO!
Non ve ne pentirete.

P.s

Il caldo mi sta uccidendo.

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Costantinopoli

5 luglio 2010

Questo post volevo intitolarlo : “Minchia! 3 anni!” che è la frase dell’ aviatore che atterra sulla spiaggia  in “Mediterraneo” quando Abatantuono gli fa notare che la guerra è finita appunto da 3 anni!
I 3 anni in questione sono quelli fra me e Sant’Attilio.
Curioso ed inquietante è constatare come le cose evolvano (se vogliamo usare un eufemismo).
Il primo anno siamo ritornati nel luogo del nostro primo bacio con una bottiglia di Berlucchi e due bicchieri di carta, (45 gradi in macchina) e abbiamo poi cenato nello stesso ristorante che nel frattempo costava il doppio, l’anno dopo ho detto ad Atti: “invece di farci il regalo,perchè non ci scriviamo una lettera?”  così il 5, tutta contenta, gli consegno la mia e lui “oh, scusa mi sono scordato!”…
Stamattina  l’unica cosa che ci siamo detti è stata “Ammazza che caldo!”.
Ma veniamo a noi e ai miei 4 giorni a Istanbul.
Un mesetto fa il mio editore mi chiese se avevo voglia di partecipare a questo viaggio di gruppo organizzato dalla De Agostini che ogni anno porta i suoi venditori da qualche parte.
“Tu vieni?”
“E tu?”
“L’ho chiesto prima io”
E siamo andati avanti così per una mezzoretta buona.
Notare che “il mio editore” ha 6 mesi giusti giusti più di me.
E quelle di voi che lo hanno conosciuto se lo ricordano molto bene (vero Lella?)
Ecco che partiamo da Roma io, Attilio e Giusi (la mia prima editor che mi incoraggiava con la più spietata delle erre moscie dicendomi  “Bosco ricordati che non sei Victor Hugo!”) con cui condivido,oltre al segno zodiacale, anche la tendenza alla fatalità, e quando abbiamo visto un ebreo integralista leggere il Talmud con la faccia al muro nella sala d’aspetto, ci siamo guardate e ci siamo  dette: “Che peccato, salteremo in aria prima di vedere Istanbul”.
Da lì in poi ogni faccia sospetta o banale è diventata sinonimo di attentato e abbiamo cominciato a vedere i titoli  dei giornali:
“Tragedia nei cieli…la Newton Compton si stringe nel dolore dei parenti”
“Ce l’avevano quasi fatta…” “Fatalità annunciata..”  “Avevano un presentimento…” “La figlia l’aveva salutata dicendo ‘quando torni’…!”  “Il sogno premonitore l’aveva messa in guardia” e così via per due ore.
Ovviamente Attilio si sarebbe salvato all’ultimo minuto,grazie a una telefonata del portiere, per dirgli che si era allagata la casa.
Ad ogni turbolenza tiravamo un sospiro, alzavamo la testa dal giornale e guardandoci negli occhi dicevamo: ” Peccato…”
Perdonatemi se mi dilungo tanto sul volo, ma per me è sempre la parte più schoccante e che assorbe gran parte della mia già compromessa  memoria.
E’ più probabile che  non mi ricordi un posto dove sono stata, ma se mi chiedete il nome del pilota o com’erano vestite le hostess me lo ricordo!
Fra l’altro da notare che Giusi ha portato con sè nel bagaglio a mano un paio di forbici da sarto…
E poi si dice la sicurezza.
La partenza era prevista per le 10.15, ma dopo un’ora eravamo ancora sedute, finchè il pilota ci avverte che a causa di “un problema di origine aviaria di un volo prima del nostro, la pista dev’essere controllata e ci troviamo in coda di circa 30 decolli”
Immaginate me e Giusi che ci guardiamo e diciamo “Ecco…è finita”
Guardate cosa ho trovato su Wikipedia a proposito di uccelli: ” il 25 settembre 2007 un velivolo militare italiano precipitò proprio in seguito alla collisione con uno stormo di uccelli; illesi i piloti, lanciatisi con il paracadute”
Il 25 settembre è il mio compleanno….
Il mio primo pensiero è stato: “birra!”
Il secondo è stato “Sono solo le 11″
E il terzo: “Ma sticazzi!”
In quel momento ho sentito lo steward che preparava il carrello dire al collega: “Che faccio metto gli alcolici?”
E l’altro: “Ma no è presto”
Mi giro, leggo il suo nome sul badge e dico: “Alessio, metti gli alcolici in quel cazzo di carrello”
Vabbè non ho detto cazzo.
Ero già stata in Turchia nel 98,quando lavoravo al Club Med,ma ero rimasta 4 mesi a Kemer senza mai mettere il naso fuori.
Nella mia immaginazione,sempre sopra le righe,credevo che Istanbul fosse una città tutta fatta di case di mattonelline turchesi, intervallate qua e là da Moschee e hammam, dove le odalische danzavano mostrando l’ombelico incastonato con preziosi rubini, i mercanti vendevano tappeti di finissima fattura a prezzi stracciati e il tramonto sul Corno d’oro ti accecava l’anima con le sue  mille lame di luce percorse dai tappeti volanti che intasavano i cieli nell’ora di punta.
Devo smettere di bere.
Istanbul è,per usare un eufemismo, l’anticamera dell’inferno!
Credo sia seconda solo a Città del Messico per inquinamento, casino e sporcizia.
14 MILIONI di persone che vanno tutte in macchina insieme e che abitano palazzoni che cadono a pezzi.
p1070312In mare un miliardo di navi cargo che trasportano container,3 navi da crociera al giorni cariche di turisti turisti e ancora turisti.
Già questo basterebbe.
La parte moderna è un casino bestiale, quella antica è molto più calma ed elegante, ma i turisti li piazzano tutti in quella moderna. Chissà come mai.
Il nostro albergo in pieno centro di Taksim,era modernissimo e davvero molto bello, di quelli a 9 piani con la vista assoluta e con ogni inutile confort tipo vuoi un cuscino “ergonomico e duro” ” anallergico e  morbido” o “o anatomico in lattice”.
Ero tentata di chiederne uno  ergonomico, anallergico e in lattice
Il gruppo arrivava da Novara la sera,così noi 3  abbiamo avuto tutto il giorno a nostra disposizione per quello che,speravamo, fosse un pomeriggio di shopping compulsivo ed indimenticabile, dove trovi quei pezzi unici a 2 lire (turche) di cui ti vanti tutta la vita.
Brigitte,la nostra guida, una ragazza deliziosa di cui vi darò volentieri il numero se mai ne avrete bisogno,ci aveva consigliato di andare in una via centrale dove avremmo trovato qualunque cosa,così dopati di adrenalina per non essere (ancora) morti in un attentato ed eccitati per la novità, ci siamo buttati nella bolgia immaginandoci di comprare altre valige per il ritorno cariche di vestiti e piatti.
Salvo renderci conto dopo 2 minuti del danno  della globalizzazione: la via del decantato shopping potevaessere Via del Corso a Roma, Via Calzaioli a Firenze, Viale Corsica a Milano.
Un fiume di gente che affollava H&M, Intimissimi, Benetton, Camper, Zara….
Il tutto accompagnato dall’onnipresente fetore del Kebab.
Le strade intorno erano sicuramente più caratteristiche, ma incredibilmente incasinate.
p1070495E con ancora le decorazioni di Natale appese!
p1070271La nostra delusione è stata immediata. Sembravamo Julia Roberts in Pretty Woman che va da Hector Elizondo con le mani piene di dollari e dice piangendo: “Ho tutti questi soldi e nessuno mi vuole aiutare!”
Non c’era nulla che valesse la pena, sembravano i saldi di 3 anni fa.
Quindi con la coda fra le gambe, ci siamo risolti ad infilarci in un bar pieno di  turchi che guardavano la partita, dove abbiamo mangiato hummus e imam e bevuto ottima birra Efes!p1070268
La nostra passeggiata è proseguita random fino alla torre di Galata che non ho avuto il coraggio di farmi a piedi fino in cima, cosa che mi è stata rinfacciata per un paio d’ore.
Più di tutti mi è stato rinfacciato il mio ossessivo fotografare gatti e, in effetti, riguardando le foto, forse non avevano tutti i torti.
p1070299La sensazione che avevamo passeggiando per le strade centrali non era proprio di assoluta sicurezza, o meglio, finchè rimanevi nel quadrilatero delle vie principali eri in mezzo a un miliardo di altre persone, ma come sforavi di 100 metri, ti trovavi nel degrado più totale e non vedevi una donna in giro a pagarla.
Oddio se la pagavi forse non era il genere di donna che avresti voluto incontrare!
Ovviamente sono fioccati i titoli: “Editor e scrittrice non più giovani, barbaramente uccise, l’editore commenta:  un pò se l’erano cercata!”
p1070293Risalendo verso il centro distrutti, assetati e doloranti, ci si è aperto il panorama sul Corno d’Oro, che è effettivamente molto bello, però che vi devo dire, la magia non l’ho sentita, in compenso ho contato 7 miliardi di antenne paraboliche.
Dopo aver girato in lungo e in largo alla ricerca di un ristorante vegan che Attilio aveva trovato sulla guida ed esserci accorti che era l’unico ristorante vuoto della via, ci siamo infilati in un localino con le foto degli attori un pò come nei ristoranti a Trastevere, con l’equivalente di Christian de Sica e Justine Mattera.
Tornati in albergo, ho visto una puntata di CSI in Turco.
L’indomani cominciava la vera e propria avventura.
Non avevo mai tentato l’esperienza del viaggio di gruppo e nonostante adesso io non pensi ad altro che a partire con “Avventure nel mondo”, non avevo idea di cosa potesse significare spostarsi in pulman con altre 45 persone mai conosciute prima con altissimo rischio karaoke!
Invece l’unica che ha cantato è stata l’accompagnatrice delusa che nessuno di noi conoscesse Gigi Finizio (che Attilio in quanto estimatore ben conosceva).
Non mi sono mai divertita così tanto in vita mia e d’ora in poi voglio solo fare viaggi di gruppo!
Anche con dei giapponesi.p1070331
La prima mattina ci hanno portato in pulman alla Moschea Blu che è uno spettacolo assoluto di cui conservo il ricordo del più allucinante puzzo di piedi mai avvertito prima.
p1070368Poi ci hanno portati alla Basilica di Santa Sophia (non v’inganni il nome, non è dedicata ad una donna, non sia mai! E’ solo la derivazione greca di “conoscenza”…) all’Ippodromo e alla Cisterna dell’acqua.
Il classico giro turistico cronometrato dove sei tormentato e assalito dai venditori di qualsiasi cosa mentre cerchi di far funzionare la connessione Wi-Fi per scaricarti la posta senza riuscirci!
p10703391Dopo il lungo giro, siamo andati a pranzo in un posto molto panoramico da cui si godeva una vista pazzesca del Corno d’oro (e dove si mangiava malissimo) ma da cui si notava soprattutto il traffico allucinante che merita una dissertazione.p1070384
Ogni appuntamento ci veniva dato un’ora prima a causa dell”incognita del traffico.
La spiegazione è stata: “Siccome la benzina è cara nessuno usa il motorino e tutti rimangono imbottigliati per un tempo indeterminato che varia da una a tre ore!”
Il Turco è molto paziente e questa è una certezza.
Il mangiar male da qui in avanti è stata ahimè una costante.
Credevo fosse impossibile mangiare male in Turchia dato che, come in Grecia, cucinano tutti le stesse cose (ma non diteglielo) : hummus, ceci, melanzane stufate, foglie di vite ripiene di riso  e peperoni ripieni, ma essendo tutto preparato per i gruppi era molto probabilmente roba in scatola.p1070387
Che avremmo mangiato sempre peggio fino ad arrivare a paragonare i piatti alla cucina dell’Alitalia!
Io che  in quanto vegana ho sempre avuto un trattamento di favore, sono certa di aver mangiato meglio di tutti.
Ed eccoci al tanto atteso pomeriggio di shopping al Mercato delle Spezie e al Gran Bazar.
Io e Giusi avevamo gli occhi lucidi e desiderosi di comprare. Già immaginavamo pantaloni di lino, piatti, e spezie introvabili in questo emisfero.
Giusi in modo particolare desiderava una borsa finto Bottega Veneta che il mio editore ha dovuto contrattare fino
allo stremo che sembrava fosse diventata una questione di vita o di morte.
p1070388Vi prego se andate a Istanbul non andate mai nè al Gran Bazar, nè al Mercato delle spezie, vi prego, fatemelo come un favore personale, è molto più pratico  andare a Piazza Vittorio o a San Lorenzo.
E’ tutto tristemente uguale, tutti hanno le stesse spezie, gli stessi piatti, e le stesse borse e nemmeno tanta voglia di contrattare perchè tanto se non sarete voi se le comprerà qualcun altro.
Il problema è che sono 4000 botteghe tutte uguali e cominci a girare e girare peggio che in  Blair Witch Project.
Alla fine ho comprato una bustina da 50 grammi di cumino e uno di zafferano turco il cui prezzo si è misteriosamente triplicato dal momento in cui il mio dito ha puntato la vetrina al momento in cui è stato sigillato sottovuoto ed etichettato a caso.
Finito il giro rientro in hotel dove qualcuno di noi si è guardato la partita e qualcun altro (tipo noi) ha cercato lo scopino del cesso per poi capire che era incastonato dentro (non ho foto di questo purtroppo).
Ma cosa ti vuoi aspettare da un paese dove Eclisse di dice Tutulma?? Che sarà il nome del mio prossimo gatto!alacakaranlik-efsanesi-tutulma-1277369837
E a proposito di gatti se la Grecia è il paradiso dei gatti questo è la succursale.
p1070360Mentre i cani sono marchiati come le mucche con l’etichetta all’orecchio, tenuto conto che se ne vedono uno che passeggia senza un padrone ne fanno Kebab in 10 minuti, i gatti godono del massimo e sfacciato rispetto tanto che passano la vita spiaggiati qua e là senza timore di essere importunati (cosa che non posso dire delle donne).
La sera ,dopo una coda di un’ora per percorrere 2 chilometri (DUE!)
Ci hanno portati in un ristorante tipico dal nome Akvaryum.
Segnatevi questo nome e non andateci mai.
Avete presente Bangkok? Nemmeno io, ma chi c’è stato ha detto che è uguale.
Un ristorante accanto all’ altro con i suonatori che suonano tamburi e violini a manetta sotto il naso dei turisti che mangiano sempre le stesse cose, mentre il fumo del kebab ti annebbia la vista e le ballerine del ventre te la sbattono in faccia.p1070412
Allora chiedi, ma com’è che le altre donne le coprite tutte da capo a piedi e a queste gli mettete i soldi nelle mutande?
Eh ma queste sono zingare…
L’indomani in pulman fino alla parte asiatica che ricorda molto Castel Gandolfo se non fosse per il Bosforo e che è molto più figa.
Comunque una villa costa sempre meno che un appartamento a Monti, mi sa che io e Attilio il mutuo lo prendiamo lì.
Visita al palazzo Beylerbeyi nonchè residenza estiva del Sultano Mamhud II di cui non ho foto interne perchè non se ne potevano fare ma immaginatevi Versailles.
Direte che cazzo c’entra? E che ne so io mica sono un interior designer!
Il palazzo è proprio sul mare sotto il ponte di Galata che attraversa il Bosforo che è uno spettacolo pazzesco.p1070432
E’ alto 40 metri  e la notte è tutto illuminato e cambia colore.
E a quanto leggo su Wikipedia, si rifà ad un progetto di Leonardo da Vinci del 1502, questo forse mi spiega il motivo di questo tatuaggio che credevo fosse frutto di una scommessa persa!p1070374
Il Sultano viveva nel Palazzo con la potentissima madre,(vedete che le cose non cambiano mai) 4 mogli e una cinquantina di concubine, se ti andava bene lo vedevi una volta ogni mese e mezzo,ma se non gli piacevi erano cazzi tuoi.
Ogni venerdì si decideva chi veniva fatta fuori e vi lascio immaginare che ansia.
Non è che ti facessero fuori in senso stretto, ma penso che l’onta per essere stata ripudiata dal Sultano bastasse per farti chiudere dai tuoi in una botola per il resto dei tuoi giorni.
Poi ,occhio, non è che dovete immaginarvi il Sultano come ,che ne so, Alessandro Preziosi col turbante, no no, il Sultano era una specie Maurizio Costanzo vestito peggio, che ne so ti capitava un  Mehmet III o un Mustafa I e stavi fresca!
Le concubine venivano scelte a seconda di quello che sapevano fare, tipo cantare, ballare, recitare, poi però se una disgraziatamente rimaneva incinta, veniva fatta partorire e poi il figlio glielo annegavano, per cui per evitare questo, dato che l’invenzione della pillola era lontana, si facevano togliere direttamente l’utero, e non voglio immaginare un’isterectomia nel 1512…p1070376
Che poi fanno tanto gli sciolti  facendo finta di essere di mentalità aperta, quando lo senti chiaramente sulla pelle quel maschilismo ottuso che va oltre l’immaginabile.p1070395
Quando facevamo le domande di rito che cominciavano tutte con: “Ma le donne potevano…” suonava esattamente come “Ma i cani potevano?..”
“I cani potevano entrare nella moschea?”
“Si ma dovevano stare in fondo”
” I cani potevano uscire?”
“Sì ma solo se accompagnati dal padrone e con la museruola”.
Perchè poi è quella la considerazione.
Di giorno di donne vestite col chador nero e solo gli occhi scoperti ne vedi veramente tante e sei a Istanbul che è abbastanza occidentale, anche se dicono che quelle sono arabe.
Ed è inquietante.
Ma eccoci a visitare il famoso palazzo di Topkapi (altro nome perfetto per un gatto) p1070467
La cui storia ve la lascio trovare per conto vostro. Vi dico solo che custodisce il terzo  diamante più grande del mondo.
p1070503A quel punto cominciavamo ad essere stanchini e fremeva l’incontro Germania- Argentina.
Motivo per cui siamo stati lasciati liberi piuttosto presto, così che ho avuto la possibilità di fotografare altri gatti.
Ma le sorprese non erano ancora finite.
No, perchè siamo stati portati in quello che è stato erroneamente descritto come un night club storico e che altro non è che un locale per turisti dove 3 ballerine scoglionate fanno la danza del ventre pensando a dove hanno parcheggiato la macchina e l’Umberto Smaila della situazione saluta in tutte le lingue e ti fa cantare Volare o o.
Una delle serate più divertenti della mia vita!
Eravamo talmente rassegnati che ci siamo ammazzati dalle risate.p1070528
Avete presente Fantozzi quando va alla cena dell’ultimo dell’anno e c’è il direttore d’orchestra che mette avanti l’orologio di un’ora? Una cosa del genere, tutto perfettamente organizzato al minuto.
p1070536Ore 8.30  Seduti, antipasti, gruppo che suona, prima ballerina, primo piatto, fotografie con ballerina che puoi comprare fuori per 8 euro (le abbiamo comprate!) a seguire un gruppo di danzatori epilettici del Mar Nero di cui ho trovato su you tube (vi prego di alzare il volume a palla così da ricreare l’effetto “non c’è verso di parlare col vicino”. Ore 21.15 il momento clou della serata: l’esibizione della più brava danzatrice del ventre della Turchia (eh certo va lì !) ore 21.45 Smaila e le sue irresistibili gag, numero con un giapponese preso dal pubblico (un must) dolce, caffè e alle 22.30 musica house.
Alla musica house eravamo già ai taxi.
Di quelle cose che nessuno di noi avrebbe mai fatto, per questo sono così felice di esserci stata!
Una serata che ha segnato indissolubilmente i nostri destini e di cui ci ricorderemo per sempre!400px-bosphorus_bridge_night
Dopo ci siamo fatti portare in taxi fino al quartiere di Ortakoi da cui si vede il ponte di Galata e ci sono i locali fighi da cui ti portano in barca fino alle discoteche, ma sono quei posti senz’anima che si somigliano un pò tutti, però la vista valeva la pena.
Una cosa strana che ho visto sono gli ambulanti con i cuccioli di coniglio che pescano il bigliettino della fortuna.
Non so se la tua o quella del coniglio però.
Il mio editore  ha parlato in italiano al tassista tutto il tempo come se l’altro lo capisse perfettamente, esordiendo con la lingua internazionale del calcio: “Tu cosa Galatasaray,Besiktas o Fenerbahce? Io Roma, no Lazio” e da lì diventavano amici del cuore e per sempre e, soprattutto, lo portava dove voleva.p1070509
Purtoppo la mattina dopo è stato il giorno dei saluti e soprattutto il giorno dell’aereo, dove con Giusi abbiamo ricominciato a sospirare “Peccato…ce l’avevano quasi fatta” “Errore umano..” “Una tragedia annunciata”.
All’aeroporto le sue forbici da sarto sono state regolarmente requisite, dopo il primo dei 3 metal detector.
Una volta in mano alla compagnia di bandiera, mi sono ricordata perchè non viaggio mai Alitalia se non obbligata.
La squadra di hostess più stronza sulla faccia della terra.
A parte che erano brutte come Tata Matilda, a una in particolare a cui rodeva particolarmente il culo, ripeteva insistentemente  a una povera crista  la frase “sweet or salted snack?   come se intendesse “allora cretina che parlo arabo? Dolce o salato che non c’ho tempo da perdere…suitorsoltedsnek???”
Ma l’apice l’ha toccato quando un ragazzo le ha fatto una domanda assurda e imbarazzante tipo: “Scusi signorina, a che ora pensa che atterreremo?” Lei l’ha guardato come se  le avesse chiesto “Scusi vendete panini alla merda?” e gli ha risposto sprezzante”Ah non ne ho la minima idea!”.
In genere non mi piace augurare il licenziamento alla gente, ma in questi casi sono spietata!
E giunti a Fiumicino abbiamo atteso i nostri bagagli per un’ora e mezzo…

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Viaggi e miraggi…

30 giugno 2010

Sono  stata 3 giorni al mare e mi sembra di esserci stata 3 mesi.
Potere dello iodio, della luna piena, o del non fare una mazza dalla mattina alla sera , fatto sta che siamo arrivati a Porto Santo Stefano sabato, ci siamo sdraiati sul lettino, e ci siamo rialzati martedì per ripartire (anche con un certo  giramento di coglioni!).
L’unico sforzo che abbiamo fatto è stato quello di metterci la crema e girarci ogni tanto e quando siamo tornati a Roma avevamo due facce che nemmeno ci avessero preso a badilate nelle reni.p1070205
Ho scoperto che in stato di stand by ( o coma vigile), l’ unica funzione ancora attiva era quella della fame.
Mentre Attilio (in quanto Santo) si nutre di energia solare, col mio stomaco ci potresti rimettere l’orologio: che io abbia fatto colazione o no (e la facevo!) all’ una muoio di fame, una fame fastidiosa, che mi prende il cervelletto e mi fa fare e dire cose sgradevoli.
Attilio commenterebbe dicendo che allora ho sempre fame!
Morivo dalla voglia di mangiare una focaccia e non sapendo che il bagnino,oltre a salvare la gente, e aprire gli ombrelloni preparava anche i panini, ho cominciato ad annusare l’aria, finchè in lontananza ho visto due ombre ricurve con qualcosa di giallo davanti alla faccia, come un becco, o una maschera. E sembrandomi strano che due persone stessero con una maschera in spiaggia, ho preso la macchina fotografica e ho zoomato a mille e….
A-HA! Beccati!!p1070221
Buon naso non mente!
E ho sguinzagliato il buon Attilio a procacciarsi il pasto mentre io mi occupavo della caverna.
Ma siccome anche se sto sdraiata 24 ore, il cervello non mi si ferma mai, ho cominciato a torturarlo per farmi dire quando prenderà le ferie perchè se non pianifico sto male.
E non appena mi ha detto che può prendere 3 settimane mi si è accesa una lampadina enorme sulla testa.
E questa lampadina si chiamava “Avventure nel mondo”.
Sia io che Attilio adoriamo i viaggi, ma siamo incapaci di “creare itinerari”.
Rimango sempre affascinata da chi mi dice “Sai sono andata in India da sola,sono arrivata a Sarhan attraverso la Old Indian Tibetan Road,poi mi sono fermata a Nako dopo una sosta a Kalpa,ho proseguito per Sumra e sono entrata nello Spiti….”
O quelli che partono con la moto, una borraccia e un foulard e attraversano il deserto con una macchina fotografica e 10 dollari!
No, noi due riusciamo ad andare in Grecia senza prenotare e farci il giro delle Cicladi,sappiamo andare a Londra prenotando un Last Minute a 199 euro,o andare in un posto X e visitarcelo, ma quando si tratta di organizzare un viaggio in Cina, in Messico o in Namibia, dove devi pianificare spostamenti con voli interni e pullman trovati sulla Lonely Planet ecco no,sinceramente non ce la possiamo fare, per cui abbiamo bisogno di un’agenzia di viaggi (che ti spella vivo) si affida al loro agente all’Havana e poi comunque ti senti una turista incapace.
Avevo cercato di “pianificare” un viaggio in Africa da mesi  ma non riuscivo a trovare niente a un prezzo decente: o resorts carissimi o al solito un tour operator (sempre carissimo) per cui,vuoi anche i mondiali di calcio, avevo rinunciato.
Ma in quelle lunghe ore sulla spiaggia, mi è venuto in mente che i tipi di “Avventure nel mondo” organizzano giri spettacolari, in gruppo e a un prezzo decente, dove puoi visitare il posto in maniera spartana,ma sicura, e con la cassa comune non ti rompi nemmeno le balle a fare i conti.
Mi alzo di scatto sulla sdraio e afferro il Blackberry per cominciare la mia ricerca.
E trovo un tour spettacolare in Botswana chiamato “Botswana Soft” che recita così:

“Questo viaggio offre una opportunità unica a chi ha rinunciato al Botswana per il “trauma della tenda” e della vita da campo. In effetti l’idea di dover puntare ogni notte la tenda, gonfiare il materassino, preparare il pasto caldo e al mattino smontare, piegare e ricaricare il tutto sull’auto può aver indotto molti a rinunciare… ma il Botswana è un paese troppo bello per non essere conosciuto da tutti e a tutti questo viaggio è dedicato, o almeno a chi, assistito da un aiutante locale e da una guida, saprà sacrificare per alcuni giorni il suo abitudinario comfort per essere ripagato da una esperienza indimenticabile: il vero rapporto ravvicinato con animali e natura, un tuffo nell’ultimo eden africano dovela natura ha ancora il sopravvento sull’uomo e dove l’uomo riesce ancora a vivere sensazioni dimenticate. Il viaggio prevede per la prima parte, da Victoria Falls a Maun, pernottamenti in lodge e bungalow a 2, 3 o 4 letti e, per la seconda parte, in tende fornite dall’organizzazione.

Dall’Italia a Victoria Falls quindi al Parco Chobe in Botswana con pernottamenti in bungalow, da dove potremo effettuare una straordinaria gita in barca al tramonto sul fiume Chobe. Quindi proseguiamo per Nata e per il Parco Nazionale di NxaiPan. Si incontra un’incredibile varietà di uccelli e nella riserva si aggirano diverse specie di antilopi ma anche leoni, ghepardi e iene. Il nostro viaggio continua per Baine’s Baobabs laddove trascorreremo una notte indimenticabile ammirando gruppi di alberi secolari in un’atmosfera assolutamente unica. Valuteremo localmente la possibilità di realizzare una deviazione al Parco delle Makgadikgadi Pans. Quindi in auto per Maun dove ci sistemeremo all’Island Safari Lodge sempre in bungalow confortevolissimi sul fiume Okawango. Fin qui abbiamo sempre dormito in bungalow e mangiato negli ottimi ristoranti dei lodge. Siamo a metà viaggio e ci accingiamo alla parte più avventurosa del nostro safari durante la quale visiteremo i parchi Moremi, Savuti e Serondela. Per questa seconda parte del viaggio avremo a nostra disposizione un aiutante che provvederà a scaricare i bagagli, a preparare il fuoco ci aiuterà a puntare la tenda e a gonfiare i materassini, tutte operazioni alle quali i partecipanti sono chiamati a collaborare attivamente. Per i pasti, i partecipanti dovranno decidere prima della partenza da Maun come approvvigionarsi (pasti caldi o pasti freddi) sulle base della propria disponibilità a collaborare alla cucina da campo, considerando che l’aiutante provvederà alla preparazione del fuoco e al lavaggio delle stoviglie. Da Maun potremo effettuare un “sunset flight” volo al tramonto sorvolando il Delta dell’Okawango, a bassa quota in modo da poter ammirare i branchi di animali. Quindi in 4×4 raggiungiamo il Parco Moremi, faremo il campo all’interno, dove effettueremo game drive alla ricerca degli animali ed escursioni in barca. Termineremo il nostro circuito di nuovo sul fiume Chobe passando per Savuti e Serondela da dove raggiungeremo Victoria Falls e il volo per l’Italia. Questo viaggio pur essendo un soft, nella seconda parte prevede pernottamenti in tenda. I partecipanti dovranno collaborare all’allestimento del campo e alla preparazione dei pasti con il migliore spirito d’iniziativa.
Equipaggiamento essenziale
: Felpa in pile, una buona giacca a vento, un foulard per la gola, occhiali da sole, copricapo, scarpe alte sulla caviglia, sandali da doccia, borraccia. Di giorno fa caldo, di notte e di buon mattino un bel frescolino secco. Clima ottimale. Per i pasti al campo nella cassa cucina troverete quanto necessario per preparare i pasti. Al supermercato di Maun si trova di tutto e di ottima qualità”
Mi sono esaltata!
E mi sono lanciata in una tale filippica che sembravo Evita Peron quando scassava il cazzo a Juan per comprare i palloni ai bambini che morivano di fame!
“Ti rendi conto Atti  di quante cose  ci perdiamo vivendo le nostre vite in questo modo così automatico e consumistico? Con quello che abbiamo speso per 3 giorni qui a Porto Santo Stefano ci campavamo 6 mesi in Paraguay, no dico sinceramente, io sono la prima ad essere una comodona, però pensa alla meraviglia del mondo e alla magnificenza della natura, a tutto quello che piano piano sta scomparendo, a quanto siamo stronzi con i nostri telefonini attaccati al cranio,a quanto siamo limitati a farci bastare la passeggiatina da qui a lì, a quanto siamo distanti anni luce dalla nostra essenza e alla nostra natura. Io sono la prima a fare fatica quando mi trovo in gruppo, però ti dico una cosa: ci fa bene, perchè ci mette in condizioni di uscire dalla nostra zona di conforto, e fare affidamento ad altre risorse che non sappiamo nemmeno di avere, imparare cose nuove, riempirci gli occhi di meraviglia, le orecchie di suoni diversi da quelli dei clackson della Prenestina, respirare libertà, immensità, rimanere incantati dai colori e dai  profumi e farsi contagiare irreversibilmente dal mal D’Africa come i primi esploratori. Ogni volta che spingi un pò più in là il tuo limite,il peggio che ti può accadere, è diventare una persona migliore, e stupirti di quello che riesci a fare e congratularti con te stesso. Pensaci, anzichè stare alla televisione a vedere dei posti incredibili, potresti farne parte e questo sarebbe il più bel regalo da fare a te stesso. Un arricchimento unico e tornando non saresti la stessa persona. Non sottovalutare mai la potenza di  un viaggio e il suo potere taumaturgico ai mali dell’ anima. Capiresti che la parte del mondo in cui viviamo per molti versi non è la migliore.  E che è la Natura la nostra vera madre e tornare nelle sue braccia è un’esperienza che può  sopraffarti. Te lo immagini dormire all’aperto di notte  e sentire l’ immensità del cielo che incombe sopra di te e renderti conto di quanto siamo miseri anche se ci sentiamo i padroni del mondo? Pensaci”
Vi rendete conto con che persona ha scelto di stare?
L’ha scelto lui….
Attilio non diceva nulla, lo vedevo rimuginare e  mi rispondeva “certo è bello davvero…però la parte avventurosa…dormire fuori..montare la tenda, cucinare,lo spirito d’iniziativa…”
“Atti cazzo ma a quel punto hai mangiato per una settimana al ristorante, mica siamo soli, uno fa quello che sa fare e il resto lo impara, mica ti chiedono di costruire una capanna con lo sterco dal nulla! Dai ci facciamo 2 settimane in Africa e una a Scario a casa tua al mare”
Il giorno dopo mentre stavo guardando gli itinerari in Cina, mi dice:
“Amore senti ho un’idea: potremmo fare una settimana al mare in Africa e due settimane a fare il tour di Scario, montiamo la tenda in giardino, con l’acqua piovana ci facciamo la pasta, in paese ci sono supermercati che vendono un pò di tutto e camminiamo tutti i giorni fino a Marina di Camerota…ma se lo vuoi Soft chiamiamo Vincenzo il guardiano e se si ricorda viene su con l’ape e te la monta lui la tenda….”
Eh già  l’ho scelto io…

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Mare mare mare…

26 giugno 2010

E con Carrara ieri sera ho concluso il giro di presentazioni per il Premio Bancarella.
C’era un sacco di gente, sono venute a trovarmi Chicca e Cate con  (pazienti) mariti al seguito e Agnese e Tommaso usciti da Pitti Bimbo!
Con gli altri finalisti (Rosa Mogliasso, Mimmo Gangemi, e Cristina la editor di Elisabeth Strout che le ha fatto da controfigura  durante tutti questi incontri) ormai  siamo diventati amici che è una bella sensazione, ciò non toglie che ci caveremo gli occhi durante lo spoglio dei voti, però è meglio avere dei avversari simpatici e di spessore piuttosto che gente spocchiosa e piena di sè.
Gangemi ci ha pure fatto credere per un nano secondo che avremmo vinto dei soldi (”Ne sono sicuro, ho anche fatto dei debiti in previsione!!)  per poi constatare da regolamento che “All’Autore vincitore viene consegnata la statuetta raffigurante il “San Giovanni di Dio - protettore speciale dei Librai” simbolo del Premio Bancarella”.
Non è dato sapere se la statuetta sia in platino, fatto sta che quando siamo andati a letto era ancora lì a spippolare sull’ Iphone dicendo fra sè e sè  “eppure ero sicuro, ero sicuro!!”
Vado 3 giorni al mare con sant’Attilio. In valigia l’acquisto del secolo  3 costumi a 6 euro (2 l’uno!) tanto non ho passato la prova costume!

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Ciao Michael.

25 giugno 2010

Un anno fa la stella più luminosa del firmamento lasciava questa terra.
Sarà assurdo, ma non mi sono ancora abituata alla sua morte e tutte le volte che lo ascolto mi commuovo, motivo per cui non lo ascolto quasi più.
Non c’è mai stato un vero colpevole, gli sciacalli hanno fatto manbassa del suo patrimonio e quei mentecatti dei suoi familiari ballano sulla sua tomba fregandosi le mani.
Ho goduto quando hanno annullato “l’ evento” allo stadio Olimpico di  Roma perchè avevano venduto solo 3000 biglietti, ma è stata una piccola cosa, la realtà è che il bene vince solo nei film, e gli esseri umani davanti al denaro diventano belve assetate di sangue e  il denaro compra tutto, soprattutto le anime.
Detto questo vi do un’informazione di servizio.
Stasera alle 21.30 sarò a Carrara presso il Sagrato della Chiesa del Suffragio, in Via del Plebiscito per l’ultima presentazione ufficiale del Premio Bancarella.
State tranquilli non sarò triste (comunque non visibilmente!)

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