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Archivio per la categoria ‘Blog’

Federica Bosco Since 1971

24 settembre 2011

40!!!

Sono troppo felice di essere qui, la vita comincia adesso!

Vi adoro!

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Caviglie

17 settembre 2011

Quando sono tornata dalla Grecia il 12 Agosto ho pensato, bè ormai il caldo sarò finito comincerà a piovere e addio  estate…
Certo come no, è  Giugno da Giugno e qui in casa ho ancora i miei beati 35 gradi e quelli che devono aggiustare il condizionatore sono venuti per la quarta volta e non ci hanno capito una mazza “Signò sarà la scheda…” “Sì l’hanno detto anche i suoi 12 colleghi e che facciamo proviamo a cambiarla?” “Eh signò è un probblema…la chiamiamo in settimana…”
Così ho comprato un ventilatore….
Con sto caldo le mie caviglie non si sono sgonfiate nemmeno un minuto e tutto quello che posso fare ogni tanto è farmi fare un linfodrenaggio.
Sostengo da sempre che i soldi meglio spesi sono quelli in taxy, viaggi e massaggi.
Roma pullula di centri estetici, ne avrò provati una trentina da quando vivo qui e giuro che non ce n’è uno decente, sembra che abbiano imparato tutte per corrispondenza, per cui non posso dire la famosa frase: “Ho appuntamento dalla mia estetista!” Ho selezionato 3 indirizzi che sono i meno peggio e quando devo fare la ceretta, se l’occhio mi trema in maniera imbarazzante,  ci unisco un massaggio, sennò occhiali scuri!
Un mesetto fa ero bella incriccata e gonfia come un dirigibile, chiamo i 3 numeri e nessuno è libero, (sorvolo sul fatto che ti rispondano “pronto” come se tu avessi chiamato casa di qualcuno….).
Così faccio una rapida ricerca intorno alla mia zona e fra i tanti centri ne salta fuori uno thailandese con un sito bellissimo che magnifica ed esalta i benefici dei loro massaggi.
Boh, penso, se hanno il sito sarà una cosa seria, thailandese non l’ho mai provato, ma da che mondo è mondo tutti ne parlano bene, così li chiamo e mi risponde una gentile signora decisamente thailandese che mi dà un appuntamento di lì a 35 minuti.
Incredibile!
Così mi avvio immergendomi nel caldo mortale del primo pomeriggio.
La porticina non è all’altezza dello splendore del loro sito, ma penso che forse è meglio così, meglio un posto dimesso e professionale che lussuoso e pieno di incapaci.
La signora che mi apre è la stessa che mi ha risposto, minuscola e di età indefinita fra i 50 e 212 anni e  mi dice a voce bassa  “10 minuti torna. Sì?”
Penso che sia così carina ad occuparsi personalmente dei clienti e parlare piano per non disturbarli, e immagino di aver trovato l’anziana stregona magica che ti regala un talismano da mettere sotto il cuscino e non avere mai più la cervicale così, mi faccio un giro fingendo di essere a Bangkok, tanto il tasso di umidità è lo stesso.
Quando ritorno non sono più tanto convinta: il posto è un pò come una discoteca di giorno, avete presente? Quei posti tristi e sgarrupati con le mura colorate che, con le lampade giuste, il fumo, e la musica hanno anche un certo fascino, ma con la spietata luce del giorno rivelano uno squallore unico.
Però, mi dico, forse è meglio così, semplice e dimesso perchè loro sono senz’altro molto bravi!
Lo so ho una fiducia smodata e ottusa nel prossimo, sono anni che cerco di rimediare!
Intanto che aspetto esce un tizio e va a pagare.
Non lo guardo in faccia per paura che sia qualcuno che conosco, non so, ma secondo me un uomo di 50 anni mal portati, alle 4 del pomeriggio dovrebbe essere da qualche parte a lavorare non a farsi fare un massaggio in un centro thailandese, ma questi non sono fatti miei. E comunque cercava di spiegare alla “mia” signora thailandese il significato della parola “incriccato” che lei recepiva come me  quando cercano di spiegarmi il fuorigioco.
Mi chiede in un italiano stentato se voglio farmi la doccia, mi volto a guardare la doccia e per un attimo mi sento trasportata nel video di Murray Head al minuto 2.28.
Mi lavo giusto i piedi nel lavandino (che mi pare il minimo), ma sorvolo sul resto, e ringrazio di aver fatto la vaccinazione per il tifo, e poi mi viene indicata la stanzetta.
Nel frattempo incrocio altre 3 ragazze e mi rendo conto che sono tutte uguali, non ho più idea di chi mi massaggerà e non so nemmeno come chiedere “linfodrenaggio”, forse dovevo cercarco su google.
La ragazza mi dice che hanno finito gli slip di carta per donna “solo uomo” e ride mentre mi consegna una specie di conchiglia di certa nera enorme, probabilmente per cullare l’ego del defunto stallone italiano, perchè il nero si sa, sfina….
Prima di uscire mi chiede “sciacquata?” mimando il gesto di un’abluzione nel fiume Kwai.
Rispondo che ho già fatto e mi  accingo ad indossare la mutanda alla meno peggio, poi mi sdraio sul lettino con sopra l’aria condizionata a manetta e attendo.
Cazzo fa un freddo cane!
Il condizionatore funziona perfettamente, di certo i tecnici della manutenzione vengono più volentieri da loro che da me….
Non so se la ragazza che viene a massaggiarmi sia una quarta persona, ma decido di non chiedermelo, spero solo che sappia quello che fa.
Tutto quello che sa dire in italiano è: “Male?”
E capisco che è assolutamente inutile che io mi inerpichi in spiegazioni tecniche così indico una zona vaga fra il collo e le spalle e mi metto a pancia in giù.
L’ ora che è seguita è stata qualcosa che potrei consigliare solo a qualche adepto della nutrita schiera di sadomasochisti romani di cui si parla tanto in questi giorni.
Ho l’assoluta certezza che mi abbia cacciato nella spalla un cacciavite a stella!
Non ho mai provato un dolore tanto  lancinante e non osavo gridare perchè non sapevo se sarebbe stato interpretato come buono o cattivo segno (avrei dovuto leggermi la Lonely Planet!)  sempre sperando che le loro tecniche drastiche, alla fine, fossero miracolose!
Ero tesa come un gatto di marmo e non avevo idea se sapeva quello che stava facendo, e man mano che i minuti passavano mi rendevo sempre più conto che no, porca troia, non era quello di cui avevo bisogno!
Ho capito che la loro concezione del massaggio è quella del farti molto più male di quello che hai, in modo che quando smettono ti sembra di stare meglio e me l’ha sintetizzato in questo aiku: “ora male dopo mellio!” per cui immagino che un Thailandese per farsi passare il mal di testa si schiacci le dita nello sportello della macchina!
La cosa è andata avanti per un’oretta buona in cui ho desiderato ardentemente un Aulin.
Nella stanza accanto un tizio (un altro?) spiegava alla tipa che anche lui aveva dolore al collo perchè sta sempre al computer (seeee a vedere cosa?) e finalmente la tortura è finita, mi sono alzata, di nuovo mi è stato chiesto “doccia?” e sono ripassata alla cassa dove la mia ex signora thailandese  mi ha fatto pagare 40 euri senza lo straccio di una ricevuta.
Poi dicono che gli stranieri non si adeguano!
La mia ricerca del buon massaggiatore però cosa non è finita qui, perchè ci riprovo una decina di giorni dopo a Firenze.
Questa volta in un posto che conosco e di cui mi fido (che rilascia ricevute!) solo che non conoscevo la signora russa che si sarebbe occupata dei miei linfonodi!
La signora parlava italiano con l’accento della Stefanenku, ma con un vocabolario di circa 7 parole.
Mi fa mettere a pangia ‘in giù e dopo 3 minuti attira la mia attenzione sul popliteo dicendo, con lo stesso trasporto drammatico di anna Karenina in lacrime “Tu sente qui? Qui vena no buona, qui vena trombata!”
Daje….
Mi volto a guardarla con dei punti interrogativi sulla testa e lei in pieno trasporto mistico quasi sull’orlo del pianto mi spiega che “tu giovane tu non può avere vene così…tu fare sempre esercizio che io dice! Tu prende scatola e mette dentro palle piccole, dure”
“Da tennis?”
“No più dure! E tu mette dentro piedi e fa  su e giù! Anche quando lavora, anche quando stira, anche quando guida”
Non ho chiesto come si fa a guidare con i piedi in una scatola, ma mi sembrava superfluo…
Il massaggio è durato 45 minuti, ma la lezione di flebologia 2 ore.
“Tu gambe accavallate? Ogni volta che accavalla gambe un giorno di vita di meno!”
“Ah bè signora allora muoio domani non si stia a preoccupare!”
Nel frattempo riceveva telefonate tipo Kgb a cui rispondeva “Via tal dei tali, 50, no parti intime!”
Ecco, è così che va il mondo, gli uomini il pomeriggio telefonano nei centri estetici e sperano di trovare una qualunque che gli faccia il massaggio con sorpresa.
E poi noi siamo il sesso debole, massì….
Ma il top l’ho raggiunto l’altra sera mentre ero in libreria e sfogliavo un libro seduta su una poltroncina.
Si avvicina un ragazzo alto, giovane e molto elegante che mi vede.
Avevo le infradito e le gambe incrociate (sì si lo so, un altro giorno meno!) lui si avvicina  e si inchina per vedere un libro disposto sul tavolino basso che avevo davanti (vita di Gesù o roba del genere!) lo guarda, lo ripone e fa il giro dall’altra parte (vita dei papi o roba del genere!) poi fa di nuovo il mezzo giro e si mette in ginocchio, un pò più vicino a me, poi si alza, va via e torna dopo un minuto.
Be vi giuro che questa scena è durata un’oretta buona, si è fatto un mazzo tanto a forza di inginocchiarsi ai miei piedi e sfiorare il parquet vicino alle mie infradito con lo stesso trasporto che ho io davanti a una tavoletta di cioccolato in premestruale!
Vi giuro che era da ridere!
Vi immaginate che vita deve fare un feticista d’estate?
Quando sono uscita mi ha aspettato fuori e mi ha chiesto nel modo più gentile possibile se poteva farmi un complimento!
Giuro che era belloccio e dall’aria affidabile, (da com’era vestito poteva essere un avvocato, un commercialista, un bravo ragazzo insomma) e mi ha detto: ” glielo giuro è un complimento spassionatissimo, i complimenti fanno sempre bene poi, così uno va a casa e cucina più contento”
“Okay, prego, così dopo posso andare a fare il soffritto più felice!”
“Lei ha delle caviglie bellissime !”
AHA!!! ALLA FACCIA DELLA STEFANENKU E LE MIE VENE TROMBATE!”
“Delle caviglie e dei piedi bellissimi davvero!”
Ho sorriso e ho detto la frase che sognavo di dire da tutta la vita: “He! Anni e anni di danza classica!”
Credo che in quel momento abbia avuto un orgasmo!
Mi ha sorriso e ha guardato le mie caviglie allontanarsi per sempre da lui!
Capito?
la vita è sempre questione di punti di vista!!

Ricordate il 6 Ottobre:

il-mio-angelo-segreto1

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Settembre

5 settembre 2011

Sto passando uno dei periodi più zen della mia vita.
Sarà che il compleanno incombe e con lui una sensazione di leggerezza  per niente sgradevole, (che poi magari è solo rassegnazione  o menopausa che avanza al galoppo) però ci metterei la firma a starmene così serena e tranquilla come una pensionata!
Lavoro, leggo, medito, vado in bici, immaginatemi con una vestina lunga a pois verdi e il carrello per la spesa con le ruote e avrete il quadro completo!
Basta veramente poco per stare bene, veramente poco.
L’avessi saputo a 20 anni….
A Ottobre esce il seguito di “Innamorata di un angelo” dal titolo “Il mio angelo segreto”.

il-mio-angelo-segreto
La risposta a tutte le vostre domande, a tutte le vostre mail e  a tutte le vostre lacrime!
Grazie ancora per essere così meravigliose.
Vi  voglio bene!!

Fede

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Effetti secondari del ritorno dalle ferie

30 agosto 2011

In breve, sto vivendo in un’ atmosfera fatta di sudore e afa.
La cosa più interessante che ho scoperto al momento è che  non si può vivere senza cuoci riso e che se ci metto dentro di tutto viene fuori una zuppa coi fiocchi senza che io mi debba neanche alzare a girarla.
Ho letto dei bei libri e dei brutti libri, quello che consiglio a tutti è: “Un calcio in bocca fa miracoli” del mitico Marco Presta,
quello che non consiglio a nessuno, anche se tutto il resto faceva presumere il contrario è “L’enigma di Finkler” di Jacobson, mentre il suo precedente “un amore perfetto” mi era piaciuto molto.
Mi è piaciuto molto anche “La cena” di Herman Koch mentre ho odiato con tutta me stessa “Le affinità elettive” di Goethe.
Ho riletto “Mangia prega ama” e mi è piaciuto meno della prima volta anche se mi ha messo addosso una voglia di partire assurda, ho letto “Siddartha” che mi ero persa a 16 anni e sto leggendo “l’Allieva” di Alessia Gazzola, “un regalo da Tiffany” di Melissa Hill (me l’hanno regalato però!) “3 uomini in braca” .
Alla fine avrò in testa la storia di una trentenne di nome Tiffany che va in India per risolvere un caso di omicidio di 3  buddisti.
Ho visto 2 volte “le amiche della sposa” e me lo rivedrei una terza, adoro The Big C su Fox Life mentre detesto Dottor Botox e fortunatamente è ricominciato Un posto al sole.
Sto vivendo la vita di un eremita (l’unica parola che mi ricordo di tedesco: Einsiedler!) e avverto il bisogno di andare a vivere in campagna.
Se non è la crisi della mezza età questa….
Aggiornatemi su cosa succede nel mondo vi prego.

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Back home…..

19 agosto 2011

Lo sapevo non dovevo tornare.
Dovevo rimanere lì, farmi assumere in qualche taverna, magari guidare un traghetto, una cosa qualunque insomma.
10 giorni in Grecia volati come un soffio.
Quest anno poi bella come non mai, intensa, travolgente, splendida, blu, bianca, divina, tanto che ho avuto dei veri e propri attacchi da Sindrome di Stendhal specialmente la notte, tornando in motorino, (senza casco come i quindicenni) guardando questo cielo pazzesco tempestato di stelle  mi veniva da piangere.
Soprattutto all’idea di tornare qui a Roma…
Sifnos, straordinaria, piccola e semplice dove abbiamo passato i primi 3 giorni gironzolando in lungo e in largo fra le spiaggette e bevendoci una birretta (o 3!) al tramonto all’ Old Captain  bar.
Unica nota stonata, quella stronza del Minimarket del porto (l’ultimo sulla sinistra).
Una vera merda di donna che odia i turisti non ti saluta, non ti guarda in faccia, ti dà solo lo scontrino e intanto si ammazza dalle risate coi suoi amici greci.
Qualcuno spieghi alla signora (in greco) che l’unica fonte di guadagno sono i turisti…
Poi una settimana a Paros, seconda casa.
Quando arrivo lì non ho più bisogno di niente, mi basta guardare il mare e respirare.
Ci siamo portati una montagna di libri e non ho fatto altro che portare il mio culo su un lettino (2 lettini e un ombrellone 8 euro….) e riportarlo in camera 8 ore dopo.
Doccia, birretta al tramonto e cena in uno dei ristoranti che Attilio segnava sulla lista via via che li incontravamo sul nostro cammino , a un certo punto ci siamo resi conto che avremmo dovuto mangiare fuori 5 volte al giorno per finirli tutti in tempo.
Ho scoperto un posto fichissimo il Tao’s center, in cima alla collina che domina il mare da ogni parte, dove puoi andare a mangiare (ottimo ristorante con cuoco Thai) bere, leggerti un libro, o fare meditazione, yoga, Qi kung o anche niente.
Aperto niente di meno che tutto l’anno, giuro che mi piacerebbe farci un salto in Gennaio!
L’ultimo giorno qualcuno lassù deve aver inavvertitamente premuto il bottone del VENTO perchè credevo mi si strappasero i capelli dalla testa!
A parte questo una vacanza spettacolare, solo troppo corta, dovevo starci 6 mesi.
Ho deciso che ogni giorno avrei fatto qualcosa di nuovo, o qualcosa che mi faceva paura (come nel testo di “accetta il consiglio” tratto da Big Kahuna’s che mi ha letteralmente perseguitato ultimamente e ho pensato fosse un segno!) così ho deciso di imparare il greco ( anzi se qualcuno a Roma si offre per insegnarmi greco moderno in cambio di lezioni di yoga me lo faccia sapere).
Attilio padroneggia solo il greco antico per cui era incapace di dirmi parole come cane, forchetta e lampadina, ma grazie al suo senso dell’ intuizione è riuscito a tradurre le istruzioni del Corega con cui un giorno sì e uno pure mi sono incollata la capsula che saltava via! (ma questa è un’altra storia!).
Leggevo tutti i cartelli, tutti, come i bambini che imparano a leggere col ditino: Faaaaaar…maaaa….keeeee….ion, Farmakeion! E battevo le mani!
Pensate che roba.
Un giorno mi sono comprata una targa da mettere in casa, c’è scritto in greco “Attenzione! 40 e sexy”.
(ΠΡΟΣΟΧΗ 40 & ΣΕΞΙ!)
La mattina dopo mi sono alzata, sono andata in bagno, mi si è staccata la capsula e mi è caduta per terra, l’ho raccolta mi sono alzata di scatto e ho sbattuto la testa nel lavandino, Attilio ha preso la targa e ha detto “Attenzione 40 e a pezzi….!”
Che tristezza.
Allora per dimostrargli che ancora l’anziana ed eccentrica signora regge bene il colpo, tutti i giorni ho fatto verticali e capriole sulle braccia.
Non ho foto che lo possano testimoniare non so perchè, ma in compenso tutti quelli che erano in tutte le spiagge potranno dire che “c’era una che sembrava un bambino pazzo e continuava a fare verticali e capriole senza sosta per ore ed ore”.
Volevo imparare prima dei 40 e ce l’ho fatta!
Poi ho fatto visita alla valle delle farfalle, altra cosa che mi fa un’impressione tremenda. Non le farfalle nostrane, ma quelle grosse come una 4 stagioni che sembrano pipistrelli. Ho anche pagato 2 euro per entare col collo ben incassato nelle spalle per poi scoprire che non erano altro che falene a righe anche se messe tutte insieme facevano un bello schifo (giudicate voi!)
dscn1319L’ultima cosa di cui mi vanto di aver superato la fobia è l’aereo.
Ho capito che un aereo ha la possibilità di cadere quanto quella che uno ha di vincere 5 lotterie nazionali tutte insieme, significa che c’ è stata una concomitanza di sfighe talmente incredibili da indurre a pensare che qualcuno l’ha fatto apppsta (ecco se il pilota è un malato terminale e decide di chiudere la carriera in bellezza ecco…in quel caso sono cazzi!).
Cosa che mi ha fatto guardare con altezzoso disprezzo quelli che applaudivano in fondo. (Sciocchi non sapete che ci si siede sempre in corrispondenza dell’ala??).
E mentre gli anni scorsi da Ferragosto in poi ricominciava l’inverno, qui a Roma sembra di essere in Namibia, il caldo atroce, l’abbronzatura che si scolla e il compleanno che si avvicina non fanno altro che accrescere il mio già vorticoso giramento di palle.
Vi lascio con una ricetta greca al volo da farsi solo se non avete intenzione di uscire:

Salsa all’aglio:
Dosi a occhio:
Mollica di pane bagnata e strizzata
olio
aceto
sale
pepe
aglio spremuto
un cucchiaio di yogurt facoltativo o una patata lessa facoltativa.
Frullare il tutto, deve risultare una crema omogenea e densa.

S’agapo

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Chiuso per ferie.

28 luglio 2011

Anche ai meno attenti di voi non sarà sfuggito che, ultimamente, vuoi la depressione post partum da libro, vuoi il lavoro, vuoi una generalizzata sensazione di fiacca, non sto più scrivendo una mazza.
E molti di voi a questo punto (e con ragione) potrebbero chiedermi: ma se non ci scrivi che lo tieni a fare un blog?
Non lo so, vostro onore, non lo so, so solo che o mi prendete così: saltuaria, incostante e intermittente o niente!
Non ho più l’età da un post al giorno, i neuroni si dimezzano a ogni suono della sveglia e se faccio tanto di bere un paio di prosecchi, i pochi rimasti me la fanno pagare cara.
Ho davvero scritto un paio di prosecchi? Un tempo mi bastavano appena per lavarmici i denti!
“Bei i miei tempi!” diceva la mì nonna!
Per cui largo ai giovani!
Fra un paio di mesi compio quarantanni, e sono in quel delicato momento della vita in cui da una parte  gigioneggio dicendomi che non li dimostro, e dall’altra mi informo sugli infiniti benefici dell’ acido jaluronico e tecniche non invasive per risollevare la faccia.
Sto cercando di non aggrottare la fronte se non quando è strettamente necessario,che in fondo è lo scopo del botulino, solo che il botulino ti impedisce certi movimenti ,che tu credi di continuare a fare, mentre se invece  non aggrotti volontariamente puoi
risparmiare un sacco di soldi!
Per esempio, l’espressione collegata a “Che cazzo dici?” dovrebbe essere effettuata con un rapidissimo aggrottamento della fronte, seguito da un’ espressione di incredibile sorpresa sollevando le sopracciglia, così hai detto quello che volevi dire, ma con minimo impatto e nessuno ti potrà mai dire che manchi di espressività.
Geniale no?
Potrei chiamarlo Botox Yoga e allora sì che svolterei!
Sabato vado in Grecia, ho talmente voglia di partire che ho fatto la valigia lunedì scorso!
Siccome, al solito, parto all’alba e non posso bere, ho deciso di affrontare il toro per le corna comprando un libretto dal titolo accattivante: Mai più paura di volare.
Sono arrivata a pagina114 e per il momento ho scoperto di far parte del gruppo “giallo” (quelli che pensano che l’aereo probabilmente non cadrà, ma sticazzi!) che ci sono fobie che ignoravo totalmente e che adesso ho fatto mie  (tipo e se finisce l’ossigeno?) e che la cabina di pilotaggio si chiama Cockpit che a colpo d’occhio mi sembra voglia dire “cappella” ma potrei sbagliarmi.
Addoloratissima per la morte di Amy Winehouse, anche se ero strasicura che  Withney Houston ci avrebbe lasciati ben prima.
Il fegato è uno e più di tanto non gliela fa, vediamo di ricordarcelo.
Peccato davvero, si allunga la lista dei miti che ci lasciano, il paradiso non è mai stato tanto pieno di talenti.
Piccola sorpresa per voi:  il 16 Agosto in allegato a Io Donna o il 18 Agosto in allegato a Sette del Corriere della sera (non ho ancora capito!)  c’è  un mio racconto inedito dal titolo L’Artista, così da non lasciarvi soli per le vacanze.
Che altro dirvi, che vi abbraccio forte, che spero smetta di tremarmi l’occhio (ormai è un anno preciso….) e che vi auguro di trascorrere un’estate pazzesca!

Ciao

Vostra

Fede

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Innamorata di un angelo…the sequel

11 luglio 2011

Venerdì scorso alle 18 e 06 in punto, con un caldo demenziale da farmi rimpiangere la neve di quest inverno, ho ufficialmente finito di scrivere il seguito di Innamorata di un angelo.
Per l’ennesima volta sono rimasta incantata dalla magia che si verifica puntualmente: quella voce che sembra mi sussurri nell’ orecchio tutte le parole che servono e queste parole diventano pagine e poi ancora  pagine e la storia si dipana e in una serie infinita di fili sottolissimi che non sai esattamente dove ti porteranno finchè di nuovo per magia tutti i fili convergono in uno solo e ti trovi con la tua storia.
Sono stafelice e non vedo l’ora sia Ottobre!
STRAFELICE!!
Sono catatonica, come sempre,  dopo un parto e oltretutto questa casa (che certamente è stata costruita sopra un cimitero indiano) mi sta uccidendo lentamente come nella trama di un film dell’ orrore di serie B.  Ha cominciato facendo saltare tutti gli elettrodomestici uno a uno (nell’ ordine aspirapolvere, condizionatore, lavastoviglie e videoregistratore) e ora  alza la temperatura interna come se fosse un forno, in modo da farmi lessare senza accorgermene come la rana nell’acqua bollente.
Non mi dilungo perchè non ne ho la forza, raccontatemi voi delle vostre ferie o delle vostre non ferie o di quello che vi pare.
Il blog è vostro!

Vi abbraccio e vi adoro

Fede

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05/07/2011

5 luglio 2011

Ci siamo guardati in faccia, io e Attilio, e ci siamo detti….minchia 4 anni!? Sembra ieri!
E’ passato in un soffio e devo dire che al momento siamo ancora soddisfatti (anche perchè la garanzia è scaduta…)
Vorrei ringraziare pubblicamente il mio grande amore Atti, per la pazienza che mi dimostra  tutti i giorni, specialmente in periodi di consegna come questo quando è più facile stare insieme a Naomi Campbell con la sindrome premestruale  e per il rispetto che ha per i miei necessari momenti di solitudine.
E’ un privilegio  starti accanto ogni giorno dell’anno!

Con amore

F

P.s

Domani invece pubblicherò la lista dei difetti per cui un giorno sì e uno no ti dico “basta ti lascio”!

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Boccheggiare pallido e assorto…

28 giugno 2011

Ragazzi e chi ce la fa?
Ma lo sentite che caldo?
Ogni anno è sempre peggio, ho le caviglie così gonfie che i cani le scambiano per  pali della luce e ci fanno la pipì e io li lascio fare…
Sabato sera sono stata con “quei ragazzi” alla Notte bianca in Oltrarno.
Era la mia prima notte bianca e devo dire che, da turista, mi è piaciuta assai soprattutto la cena al Tranvai in Piazza Tasso, chiusa per l’occasione, per cui abbiamo potuto cenare in mezzo alla strada.
Sembrava la Grecia, dove spero di riuscire ad andare ad Agosto sempre se sopravvivo a Luglio a Roma.
Penso di no.
Intanto segnatevi questo:

Sabato 2 Luglio a San Bartolomeo al Mare nell’ambito della rassegna “Incontro con l’autore”,  alle ore 21.15, presso l’Anfiteatro del Lungomare delle Nazioni,presenterò “Innamorata di un angelo”.

Non vi abbraccio perchè sono troppo sudata

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Welcome to the jungle

20 giugno 2011

Ieri stavo aspettando un mio amico in Via Gioberti a Roma.
Me ne stavo lì tranquilla sul marciapiede più o meno davanti a una gioielleria (che chiamarla gioielleria son parole grosse dato che vendeva i soliti braccialetti di ferro e qualche orologio) quando a un certo punto il proprietario, una specie di Frankestein Junior nella stazza e l’intelletto, esce e mi urla di andare via perchè gli copro la vetrina!
Sì, avete letto bene, questo cerebroleso comincia ad insultarmi in tutti i modi cacciandomi dal marciapiede!
Lì per lì non capisco, magari è uno scherzo, lo guardo interrogativa e un pò confusa chiedendogli appunto se stia scherzando, che sono sul suolo pubblico e non sto coprendo proprio niente (trattavasi di un tabernacolo a un metro dalle mie spalle, e comunque non stavo leccando il vetro con la lingua!).
Apriti cielo, mi viene a un centimetro dal naso e mi urla che me ne devo andare via di lì, che lui ha ragione e mi minaccia velatamente con frasi tipo “vogliamo vedere?”.
Ora, a parte il fatto che mi è venuta una tremarella che la metà bastava, e non essendo una che si mette a urlare in mezzo alla strada e Dio sa se vorrei esserlo, ho provato a disinnescare la sua rabbia come indicato in tutti i manuali di Pnl, aspettandomi di prendermi una pizza in faccia.
“Ma perchè lei è così aggressivo? Che le ho fatto sto aspettando una persona , non do noia a nessuno!”
“Io non sono aggressivo, io dico le cose giuste, via di qui subito!”  mi urla.
Le mie ultime parole sono state “Sì però lei non sta bene, si faccia curare!”
Sono rimasta malissimo, mi sono sentita offesa, sola e trattata come un ladro.
A 10 metri da lì un ubriaco stava tranquillamente sdraiato davanti a un portone con la testa nel piscio e un pò più in là due tassisti stavano urlandosi qualunque cosa davanti alla povera turista frastornata perchè tutti e due rivendicavano la precedenza nella fila.
Venerdì sera in centro passeggiavamo in una strada già stretta di suo, ma resa ancora più impraticabile dal parcheggio selvaggio,
passa un taxi  a 80 all’ora e la mia amica si schiaccia contro una macchina parcheggiata.
Il suo commento “Mortacci!” è stato sentito dal pilota di Formula uno che ha fermato il taxi ed è sceso e l’ha insultata in tutti i modi venendo sotto al naso del suo ragazzo che aveva preso le sue difese.
Uno dei passeggeri è sceso dicendo che non voleva pagare per stare fermo, e stava per gettarsi nella rissa, la moglie ha afferrato il tassista per il braccio e ha ordinato al marito di entrare in macchina e alla fine abbiamo scoperto che al tassista era morto qualcuno il giorno stesso e si era stranito a sentir dire “Mortacci!”.
Ogni giorno è una lotta assurda e impari, devi sempre stare sul chi va là perchè l’offesa e la fregatura sono sempre, sempre, dietro l’angolo.
Non so dire se Roma non faccia per me, ma di certo io non faccio per Roma, troppa aggressività e menefreghismo per i miei gusti.
Io sono arrivata al limite, 2 anni mi sembrano 15 e il fatto che sia un posto dal clima gradevole è diventato l’unico motivo per cui veramente resisto qui.
Qualcuno di voi sa qualcosa di Berlino?

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