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Paola

Ciao Federica,
inizierò a raccontare la mia storia dalla fine.
Questa mattina, in una bella domenica di sole, ho deciso non di mandare un sms al mio ex (anche perchè avevo provveduto ieri a mandargliene 2 senza naturalmente ottenere risposta…), bensì di CHIAMARLO! Non so nemmeno io perchè, cosa mi abbia spinto a farlo, cosa avrei voluto sentirmi dire. Credo sia stata la forza della disperazione più totale, la paura del vuoto, del nulla di cui è fatta la mia vita da 5 mesi a questa parte.
Con lui è finita appunto 5 mesi fa dopo 5 anni di storia di cui 1 anno e mezzo di convivenza. 2 anni fa abbiamo acquistato casa insieme e ora a posteriori posso dire che con ogni probabilità non c’erano i presupposti per poter creare una vita insieme, una famiglia e dei figli. Quello che mi ha spinto a farlo è stato voler ottenere ad ogni costo una stabilità sentimentale. Non posso dire di non averlo mai amato, credo di averlo fatto a modo mio, ma non si trattava di quell’amore profondo e incondizionato per il proprio compagno di vita, ma piuttosto forse di un amore di comodo: lui era il mio rifugio, ma non poteva esserlo, non poteva essere il mio pungiball personale sul quale riversare problemi e preoccupazioni quotidiane e forse a volte ingigantite. Non so se lui mi abbia amato, l’ho sempre sentito distante, lui ha sempre messo tutto e tutti prima di me e delle mie esigenze. C’era il suo lavoro, impegnativo e su turni, i suoi amici, i suoi hobby ma prima di tutto la sua famiglia che abita a 600 km di distanza, ma che è comunque riuscita ad infiltrarsi nelle crepe del nostro debole rapporto. E così io trascorrevo spesso tanto tempo da sola, soprattutto durante la convivenza, e passavo questo tempo nell’attesa del suo ritorno a casa, nella speranza che una volta tornato avesse piacere di stare con me e invece era sempre stanco e scontroso. Se uscivamo vedevamo i suoi amici e se a me non erano simpatici la colpa era chiaramente mia che non ero ben disposta verso le persone che lui cercava a tutti i costi di impormi. Così come mi imponeva vacanze, matrimoni e cerimonie al paese dei suoi genitori. Finiva sempre che trascorrevamo con loro le poche ferie. In 5 anni ricordo pochissimi viaggi fatti insieme e per lo più si tratta di week end organizzati da me e trascorsi con il senso di colpa per non essere andati dalla sua famiglia. Per 5 anni mi ha ripetuto che io non potevo capire cosa significa stare lontani dai propri familiari (come se gliel’avessi imposto io!) e loro chiaramente avallavano la sua teoria, quindi io ero la strega cattiva. Durante la convivenza ci siamo allontati sempre di più invece di avvinicinarci, lui sempre più preso da se stesso, dal lavoro, dalla palestra, dagli amici. Io ero sempre inadeguata, se ingrassavo dovevo subito rimettermi in forma, non ero socievole (solo perchè non lo ero con i suoi amici non certo perchè non lo fossi nella vita!). Provavo a parlargli ma tutto quello che ottenevo era rabbia nei miei confronti e mai nessuna spiegazione.
Finchè un giorno mi convinco che ha un’altra, era da tanto che passava il tempo a casa al computer con le cuffiette, la sera a guardare la tv in soggiorno invece di stare con me, lo chiamo e glielo dico, lui torna prima dal lavoro (mai successo in precedenza…) e dice che FORSE non mi ama più e che la sera sarebbe partito per andare dove? Dai suoi genitori naturalmente!!! Quel giorno il mio mondo è crollato, in un attimo solo non avevo più passato presente e futuro, tutto svanito di colpo. Al suo ritorno ha trascorso un altro mese in casa, tornando solo per dormire finchè gli ho lasciato l’appartamento per qualche giorno chiedendo di portare via le sue cose così avrei continuato a viverci io. Ho passato questi 5 mesi ad analizzarmi, a mettermi in discussione, a capire da dove ripartire e ho capito che non voglio più ripartire, che il dolore è stato troppo grande, lo strappo troppo violento, che quello che fa più male della botta è il livido che rimane. Con l’aiuto di uno psicoterapeuta ho capito che quello che mi fa stare male è il non vedere realizzati i miei progetti di famiglia che volevo attuare ad ogni costo anche se sapevo inconsciamente che lui non andava bene per me, era come se lui fosse solo un mezzo per raggiungere il mio fine. Fatto sta che a 31 anni mi sento persa, sola, immersa in un vuoto freddo, senza un futuro, soprattutto senza la voglia di creare un nuovo futuro, senza la volontà di reagire perchè sono solo tanto stanca.

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Federica L.O.V.E.

  1. Morena
    11 aprile 2010 a 11:54 | #1

    Cara Paola,

    comprendo bene il tuo dolore. L’abbandono da parte di una persona che amiamo fa male come uno strappo. E’ un dolore sordo, profondo, lacerante. Forse al risveglio senti ancora un’ansia sottile che ti assale, il cuore che batte troppo velocemente, il fiato corto ed ad un tratto la voglia di piangere. Piangere e basta. Comprendo, cara Paola, il tuo “sentirti” solo stanca. E’ legittimo avere voglia di arrendersi, di non reagire. Purtroppo bisogna farlo. O meglio, lasciare al dolore lo spazio ed il tempo per esprimersi, ma poi in altri contesti canalizzare le energie in qualcosa di buono. Prova a fare respiri profondi. Prega ad occhi chiusi se sei credente. Fai lunghe passeggiate se puoi vicino al mare. Leggi, lavora, fai uno sport che ti piace e frequenta solo le persone più care, quelle che ti conoscono meglio di te e che non ti farebbero mai del male. Prenditi cura di te stessa e vedrai che, un pò alla volta, tutto andrà meglio. Sappi però che ansia e panico verranno a trovarti spesso, soprattutto all’inizio. E’ normale. Fai a loro spazio dentro di te. Sentili piano piano salire fino ad un certo livello. E prova a fissare un punto di osservazione esterno al tuo corpo. Come un occhio che ti guarda in modo lucido e sereno. Nè l’ansia, nè il panico, nè la paura possono ucciderti. Se la disperazione è troppo forte piangi, piangi, piangi quando sei sola. Poi butta sul tuo viso un pò di acqua fredda e truccati come se dovessi uscire per il più importante dei tuoi appuntamenti. Ma fallo solo per te stessa. Sei comunque e sempre tu la tua migliore amica.

    Ultimo consiglio: anche a costo di buttare via il cellulare, non cercarlo per nessun motivo al mondo. Nessuno.

    Buona fortuna!!!

  2. Fede
    11 aprile 2010 a 18:21 | #2

    Cara Paola,

    comprendo bene come ti senti perché sono anche io nella tua stessa situazione. Sono stata lasciata (con una lettera) dopo 8 anni insieme, con la scusa che lui si è illuso, voleva comportarsi da bravo ragazzo italiano (è nato e vissuto in Germania per 20 anni)ma nel farlo ha violato se stesso, illudendosi e illudendo me. Che dire? Sono schifata. Pensa un pò che fino a pochi giorni prima mi chiedeva dove volessimo andare in viaggio di nozze!!!!
    Col cuore ti consiglio di fare come me(e come dice Federica): non chiamarlo mai, per nessun motivo. Cosa pensi di risolvere chiamandolo?
    Sarà anche triste da dire, ma io credo che se avessero voglia di sentirci ci chiamerebbero loro.
    I primi giorni mi sentivo così confusa e sconvolta che l’ho chiamato un paio di volte, ma poi, qaundo mi ha detto che non mi amava più e non sentiva il bisogno di chiamarmi, ho capito che tutte quelle attenzioni le dovevo rivolgere a me. Cerca di fare quello che ti piace: io, nell’ordine ho fatto: shopping compulsivo - ma mi sono dovuta frenare per ovvi motivi-, abuso di sigarette, perlustrazione del reparto bio del supermercato alla ricerca delle cose più stuzzicanti SOLO per me e ascolto della radio a tutto volume.
    Pian piano inizierai a vedere anche delle cose positive: la prima è avere più tempo ma anche più soldi per te e potrai soddisfare qualche desiderio in più. Per ora è una piccola consolazione, ma sono certa che a breve i nostri pensieri non ruoteranno più solo intorno a chi ci ha abbandonate, ma inzieranno a rivolgersi verso cose e persone che di certo li meritano e allora potremo dire di aver fatto un grande passo avanti.

    Forza, possiamo farcela!
    Un grandissimo abbraccio
    Fede

  3. MANU
    18 aprile 2010 a 18:43 | #3

    leggete i libri della bosco son terapeutici!!!!!!!!sono con voi!!!!!!!:-)

  4. Paola
    27 aprile 2010 a 19:51 | #4

    Grazie ragazze, per i consigli e la condivisione della sofferenza.
    Sto cercando di trascorrere il più tempo possibile con persone fidate che riescono anche a strapparmi qualche sorriso e qualche sonora risata. E mi prendo del tempo libero solo per me. Certo non basta, non basta per ricostruire me stessa, almeno per ora. Spero sia vicino il momento in cui la vera Paola, solare e divertente, tornerà a vivere e a riacquistare fiducia in se stessa e nel prossimo.
    Per ora ho ancora alti e bassi.

    Purtroppo devo sentirlo per questioni pratiche e burocratiche legate alla casa acquistata insieme e questo mi butta giù ogni volta.

    Un abbraccio a voi
    Paola